L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere

Nella serata di ieri, senza alcuna avvisaglia, Giorgio è stato prelevato dai Carabinieri di Susa dalla sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno e tradotto nel carcere delle Vallette.

A determinare il ritorno in casa circondariale è stata la revoca della misura alternativa concessagli dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito di non ben specificate violazioni delle prescrizioni imposte.

Nel mese di marzo, dopo aver già passato parecchi mesi sottoposto alle misure stabilite dal Tribunale di Sorveglianza, guarda caso il giorno stesso della sua liberazione, Giorgio era stato nuovamente posto agli arresti domiciliari per scontare un’altra pena che avrebbe concluso in autunno. Invece, torna nuovamente in carcere.

Una nuova pagina della vicenda giudiziaria che lo riguarda e che da anni accompagna la sua storia all’interno del Movimento No Tav. Una vicenda che ognuno di noi ha seguito passo dopo passo e che ancora una volta ci porta a fare i conti con la dimensione di accanimento verso chi continua a colpire chi lotta contro la Torino-Lione.

Continueremo, dunque, a fare sentire a Giorgio e all* compagn* tedesch* a cui è stato confermato il carcere, la nostra vicinanza e solidarietà, in Valsusa come in città, nelle piazze come nei sentieri, consapevoli che la sua storia. che è la nostra storia di tanti e tante altre No Tav, è parte di un percorso collettivo che certo non si interromperà con le porte di un carcere.

Giorgio libero subito!
Tutti e tutte liber*!

Da NOTAV.INFO

il compagno Deniz Pektaş è libero – la solidarietà e la mobilitazione ha pagato! info soccorso rosso proletario

iil compagno ringrazia tutti

Avrupa Haber  

Solidarity and struggle have brought results! Deniz Pektaş is free! – issued by Avrupa Haber 

Pektaş sent his revolutionary greetings to everyone who supported him.

Deniz Pektaş, who was detained on the morning of 17 August in the Italian city of Ancona on the basis of an Interpol notice issued at the request of the Turkish state and under the allegation that he was an “activist of the illegal TKP/ML”, has been released.

As a result of the solidarity and support shown by revolutionary and democratic organizations, together with the legal struggle conducted by his lawyers, the court in Ancona today decided to lift the detention measure imposed on Deniz Pektaş and order his immediate release.

During the hearing, Deniz Pektaş stated that, because of his political activities, he has for many years been subjected to repression, surveillance and investigations by fascism. He emphasized that such policies of repression, detention, persecution and intimidation cannot deter revolutionaries from their struggle or break their determination.

Deniz Pektaş expressed his thanks to everyone who showed solidarity with him during the period in which he was deprived of his freedom. In particular, he thanked his comrades from Partizan, all revolutionary and democratic organizations that issued statements of solidarity and support, his friends, and everyone who closely followed the process and stood in solidarity with him.

Pektaş sent his revolutionary greetings to everyone who supported him.

 

Solidarity and struggle have brought results!
Deniz Pektaş is free!

La solidarietà e la lotta hanno dato i loro frutti! Deniz Pektaş è libero! – comunicato diffuso da Avrupa Haber
Pektaş ha inviato i suoi saluti rivoluzionari a tutti coloro che lo hanno sostenuto.
Deniz Pektaş, arrestato la mattina del 17 agosto nella città italiana di Ancona sulla base di un mandato di ricerca emesso dall’Interpol su richiesta dello Stato turco e con l’accusa di essere un «attivista del partito illegale TKP/ML», è stato rilasciato.
Grazie alla solidarietà e al sostegno dimostrati dalle organizzazioni rivoluzionarie e democratiche, insieme alla battaglia legale condotta dai suoi avvocati, il tribunale di Ancona ha deciso oggi di revocare la misura di detenzione imposta a Deniz Pektaş e di ordinare il suo immediato rilascio.
Durante l’udienza, Deniz Pektaş ha affermato che, a causa delle sue attività politiche, da molti anni è oggetto di repressione, sorveglianza e indagini da parte del fascismo. Ha sottolineato che tali politiche di repressione, detenzione, persecuzione e intimidazione non possono scoraggiare i rivoluzionari dalla loro lotta né spezzare la loro determinazione.
Deniz Pektaş ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno dimostrato solidarietà nei suoi confronti durante il periodo in cui è stato privato della libertà. In particolare, ha ringraziato i suoi compagni di Partizan, tutte le organizzazioni rivoluzionarie e democratiche che hanno rilasciato dichiarazioni di solidarietà e sostegno, i suoi amici e tutti coloro che hanno seguito da vicino il processo e si sono schierati al suo fianco.
Pektaş ha inviato i suoi saluti rivoluzionari a tutti coloro che lo hanno sostenuto