Solidarietà alla famiglia di Fakir! Senza giustizia nessuna pace!

Dai compagni di Palermo

FAKIR ABDERRAHIM: OMICIDIO DI STATO

Contro la deriva moderno fascista e razzista e la polizia assassina da Bologna ad ogni città è giusto opporre la necessaria resistenza!

Il 19 giugno a Bologna Abderrahim Fakir, lavoratore di 42 anni, è stato brutalmente assassinato da due agenti della polizia di Stato. Un video subito circolato in rete mostra chiaramente come alle richieste di aiuto di Fakir, non solo i poliziotti continuavano a premergli faccia e torace contro l’asfalto bollente ma anche i quattro paramedici ivi presenti restavano immobili non adempiendo al proprio dovere, negando il soccorso. L’assassinio di Abderrahim per ironia della sorte è coinciso con il 25esimo anniversario dell’assassinio di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova… E i casi di razzismo a tutti i livelli in questo paese continuano a ripetersi: dall’uccisione di Sako Bakari a Taranto ai molteplici casi in varie città fino all’aggressione del lavoratore immigrato a Piazza Sant’Anna a Palermo, picchiato con pugni e colpito con bottiglie da 7 porci razzisti mentre il lavoratore a fine turno si accingeva a mangiare un panino, per non parlare di tutti i lavoratori immigrati fino in fondo ipersfruttati nelle campagne e nelle fabbriche in questo paese la cui vita non deve valere meno che niente, da Satnam Singh ad Amin, Ullah, Safi, Waseem, braccianti di Amendolara uccisi dallo sfruttamento schiavista.

Il regime borghese ancora una volta, com’era prevedibile ha fatto quadrato intorno ai propri uomini” servi: il governo Meloni che ogni giorno dall’alto sparge ideologia fascio-razzista a livello di massa in ogni ambito ha invocato lo scudo penale per i due sbirri e i quattro paramedici che non risultano iscritti nel registro degli indagati, l’omicidio “colposo” è forse opera di ignoti? Magari lo stesso Fakir si è ucciso da solo… Uno dei due sbirri è stato riconosciuto dal rapper Doka che ha pubblicato sui social un video in cui tre agenti di polizia, solo qualche giorno fa, lo immobilizzavano a terra, causandogli la rottura della protesi alla gamba: «Sono sicuro al mille per mille che era lui. Mi stava sopra e l’ho visto bene in faccia. Il più sbruffone è lo stesso poliziotto che domenica teneva le mani sulla testa di Abderrahim Fakir».

I media di regime, a partire dal TG regionale dell’Emilia Romagna hanno provato a censurare il servizio poche ore dopo, facendo un clamoroso autogol (come denunciato dal comunicato dei giornalisti) dato che ormai il video dell’assassinio già circolava in rete. Intanto i media nazionali controllati direttamente dal governo moderno fascista Meloni ci propinano da giorni in apertura il gioielliere assassino, che assurge a notizia principale surclassando l’aggressione imperialista/sionista all’Iran, i bombardamenti/massacri che continuano a Gaza ed in Libano.

Un lavoratore che viene assassinato impunemente in pieno giorno mentre chiede aiuto invece non ha diritto alla notizia e deve calare il silenzio per proteggere i poliziotti assassini!

Ma tutto cio’ non è bastato, tantissima gente è scesa in piazza per denunciare e protestare contro questo assassinio di Stato! Le migliaia di giovani si sono ribellati alla “sicurezza” dell’ordine borghese, alla repressione, al modello meloniano dell’ICE, al razzismo perbenista!

A Bologna martedì non ci sono state due piazze (no, sindaco Lepore), la resistenza, il coraggio e la fermezza che hanno opposto i giovani alla violenza poliziesca, agli idranti e ai lacrimogeni, è tutto giusto. La violenza dello Stato non può passare, la resistenza rivendica la giustizia contro una morte di Stato, razzista, per mano degli sbirri assassini e vigliacchi, è contro un governo fascista e contro i suoi decreti, l’impunità per la violenza poliziesca, contro il razzismo montante alimentato da questo governo, contro la militarizzazione dei quartieri proletari e popolari. Nella stessa giornata all’interporto di Bologna, i compagni di lavoro di Abderrahim ed il Si Cobas hanno lanciato uno sciopero di 24 ore.

Abderrahim non è la prima persona a morire tra le mani delle forze di polizia e purtroppo non sarà l’ultima perchè il problema non è la favola banale delle “4 mele marce” ma è sistemico!

E’ questo Stato borghese con il proprio apparato repressivo formato da forze di polizia, tribunali, carceri, tutti al servizio dei più forti, dei potenti ovvero della classe sociale dominante che non ha rispetto della vita delle masse popolari e dei lavoratori che devono solo sgobbare e star zitti, in questo sistema la “giustizia” è dalla loro parte.

L’unica giustizia per Abderrahim Fakir, per Carlo Giuliani è quella proletaria!

Il governo Meloni e questo Stato borghese devono essere rovesciati!