Comunicato dell’Associazione dei Palestinesi in Italia
Roma, 3 luglio 2026
L’Associazione dei Palestinesi in Italia esprime la propria profonda preoccupazione in merito a quanto reso noto dal team legale del dete riguardo al suo improvviso trasferimento dal carcere di Rossano al carcere di Sassari Bancali, nonché alla totale assenza di notizie sul suo conto dal 25 giugno e all’impossibilità per la sua famiglia e i suoi avvocati di comunicare con lui o di ricevere informazioni sulle sue condizioni, nonostante i ripetuti tentativi di ottenere chiarimenti ufficiali sul luogo in cui si trova e sul suo stato di salute.
Secondo quanto riferito dai suoi legali, sono state inviate richieste di chiarimento e comunicazioni ufficiali alle autorità competenti, all’amministrazione penitenziaria e agli organismi preposti alla tutela dei diritti delle persone detenute. Tuttavia, tali iniziative non hanno finora ricevuto alcuna risposta o spiegazione.
Il perdurare di questa situazione di incertezza suscita serie preoccupazioni per la sicurezza del detenuto e per il rispetto dei suoi diritti fondamentali, garantiti dalla legislazione italiana e dagli strumenti internazionali di tutela dei diritti umani.
Ci chiediamo con amarezza: si è forse giunti al punto di trattare detenuti all’interno dell’Italia con modalità che ricordano quelle alle quali sono stati a lungo sottoposti i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, privando famiglie e avvocati della possibilità di comunicare con loro e mantenendo nel silenzio il loro destino e le loro condizioni?
L’Associazione dei Palestinesi in Italia ribadisce che il rispetto della dignità umana e dei diritti delle persone detenute non può essere subordinato ad alcuna considerazione politica o di sicurezza e che i principi di trasparenza e dello Stato di diritto impongono risposte chiare e immediate su questa vicenda.
Pertanto, chiediamo l’immediata comunicazione del luogo in cui si trova Riyad Al-Bustanji e del suo stato giuridico e di salute, il pieno ripristino della possibilità per la sua famiglia e i suoi avvocati di comunicare con lui senza ulteriori ritardi, una spiegazione ufficiale da parte delle autorità competenti sulle ragioni del trasferimento e sulle misure adottate nei suoi confronti, nonché una visita urgente da parte di parlamentari, rappresentanti eletti e organismi di vigilanza competenti per verificare le sue condizioni e garantire il pieno rispetto dei suoi diritti. Chiediamo inoltre l’apertura di un’indagine trasparente sulle circostanze che hanno portato all’interruzione delle comunicazioni con lui nel periodo trascorso.
Invitiamo inoltre le organizzazioni per i diritti umani, le forze civili e democratiche e gli organi di informazione a seguire con attenzione questa vicenda e a esercitare ogni legittima pressione affinché siano garantiti i diritti legali e umani del detenuto e siano prevenute eventuali violazioni che possano compromettere la sua sicurezza o i suoi diritti fondamentali.
Il perdurare del silenzio ufficiale su questo caso accresce la legittima preoccupazione della sua famiglia, dei suoi avvocati e di tutti coloro che difendono i diritti umani, rendendo necessario un intervento urgente e responsabile da parte delle autorità competenti.
Associazione dei Palestinesi in Italia