Anan Yaeesh sanzionato per la protesta di al-Adha
Da Il manifesto
Aver protestato per l’esclusione di due detenuti di fede cristiana dalla celebrazione della festa di al-Adha nella saletta comune del carcere di Melfi è costato ad Anan Yaeesh una sanzione disciplinare: quindici giorni di privazione delle attività sociali.
Il 27 maggio, in occasione dell’al-Adha i detenuti di fede musulmana della sezione Alta sicurezza 2 avevano chiesto e ottenuto dalla direzione del carcere di Melfi di festeggiare tutti insieme nella saletta di socialità. Tutto bene fino a che, il giorno stesso della festività, dal Dap è arrivato uno stop: i due detenuti cristiani di quel braccio non avrebbero potuto partecipare, nonostante fossero stati invitati e fossero pure ben lieti di andare.
Nel suo ricorso contro la sanzione disciplinare, Yaeesh, che tra l’altro ha denunciato il Dap per violenza privata aggravata dalla discriminazione, ha affermato che, proprio il 27 maggio, quando intorno alle quattro del pomeriggio la polizia penitenziaria è arrivata per far rispettare l’ordine del Dap senza voler offrire spiegazioni al riguardo, un agente gli avrebbe detto che «voi stranieri non potete mangiare nello stesso tavolo con gli italiani».
Al che il detenuto palestinese (sta scontando 5 anni e 6 mesi per l’accusa di aver finanziato un gruppo armato nella Cisgiordania circondata da insediamenti illegali israeliani) ha risposto che senza i suoi amici cristiani non avrebbe mangiato da nessuna parte, aggiungendo che le frasi appena sentite gli sembravano gravi. Un atteggiamento che la polizia penitenziaria, in tutta evidenza, ha reputato offensivo. Da qui la sanzione.
Dai familiari abbiamo appreso che Anan è in sciopero della fame per protesta, e ha inviato due lettere, una delle quali rivolta all’ambasciata palestinese: