Studenti occupano il liceo Kant, tensioni con la polizia: “Difendiamo il nostro diritto allo studio”
E’ la prima occupazione di una scuola a Roma dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. A protestare per “difendere il proprio diritto allo studio” gli studenti e le studentesse del Liceo Kant di piazza Zambeccari a Torpignattara, da sabato 23 gennaio occupato da un centinaio di ragazzi. Una protesta che ha registrato delle tensioni con la polizia, intervenuta sul posto e venuta a contatto con uno degli occupanti che, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, “stava apponendo la catena alla porta d’ingresso“.
Studentesse e studenti che da una settimana sono in mobilitazione permanente per “opporre ad un rientro insicuro e propagandistico la lotta, per occuparsi del loro futuro”. “Coscienti delle difficoltà e dei rischi di questa scelta hanno deciso di indire una assemblea straordinaria – scrivono gli studenti in un comunicato – . Consapevoli dei problemi strutturali della dad, chiedono però il rientro in sicurezza che vuol dire trasporti, aumento del personale, degli spazi e di una sanità pubblica diffusa ed efficiente. Costruiamo un presidio di solidarietà territoriale e cittadino. La lotta di studenti e studentesse è la lotta di tutti e tutte per uscire dalla crisi pandemica, senza lasciare indietro nessuno“.
“Che si sappia che noi occupiamo per il nostro diritto allo studio. Noi vogliamo studiare e non vogliamo non fare lezione“, racconta uno studente che ha occupato il liceo Kant: “Non si può frequentare? A noi genitori sta bene, ma i ragazzi hanno diritto almeno a una connessione“, racconta la mamma di un ragazzo fuori dall’istituto, che si definisce “solidale con il malcontento degli studenti. La Dad non funziona – aggiunge – pensate che a noi la scuola, per velocizzare i tempi, ci ha chiesto di comprare a nostro nome una saponetta, per poi rimborsarci. Non è colpa del Kant, ma del sistema scuola che ha fallito”.
Un’occupazione che arriva al culmine di una settimana di agitazione in città, con presidi al Senato con gli studenti ormai esausti dalla DAD rivelatasi, a detta di molti “inadeguata a garantire il diritto allo studio“.
“Non basta la sofferenza inferta dal Covid-19, ora ci si mette pure la polizia. Giù le mani dai ragazzi e dalle ragazze. Giù le mani dal movimento degli studenti. Questore e Prefetto hanno davanti solo la strada delle dimissioni dopo quello che è successo al Liceo Kant di Roma. Le immagini che arrivano sono preoccupanti, rimandano all’idea della supremazia della divisa sui diritti umani e sull’inviolabilità del corpo – dichiara in una nota stampa Gianluca Peciola di Liberare Roma -. Vedere un ragazzo malmenato e umiliato mentre partecipa ad atti di disobbedienza è di una gravità inaudita. Gli agenti responsabili devono rispondere del loro operato senza sconti. Basta scene da sospensione del diritto nel nostro Paese!”.
Firenze – Un nutrito presidio, oltre 200 persone, ha messo in atto una protesta sotto le mura del carcere di Sollicciano a Firenze contro la violenza in carcere, a poche settimane dall’indagine shock che ha coinvolto il carcere fiorentino: due pestaggi, nel 2018 e nel 2019, ai danni di un detenuto marocchino e un italiano. Tre agenti ai domiciliari e 6 indagati. Pugni, schiaffi e calci fino ad arrivare in infermeria con 20 giorni di prognosi per la frattura di due costole e l’uscita di un’ernia all’altezza dello stomaco per un giovane detenuto marocchino nel 2019, stesso trattamento per un detenuto italiano sottoposto a un pestaggio a dicembre 2018 che gli sarebbe costato la perforazione di un timpano. Senza dimenticare i precedenti fatti del carcere di San Gimignano, risalenti al 2018, che vedono a processo con rito abbreviato una decina di agenti, sempre per violenze sui detenuti. Altri 5 agenti, sempre per gli stessi fatti, andranno a giudizio il 18 maggio prossimo. Sarà la prima volta che verrà contestato il reato di tortura, introdotto nel 2017.