Udine presidio solidale al carcere sabato 27 giugno h14,30

Assemblea contro il carcere e la repressione

organizza
SABATO 27 GIUGNO
dalle ore 14.30
in Via Ragusa a Udine
PRESIDIO SOLIDALE CON I DETENUTI
SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI UDINE
In continuità con il presidio che si è tenuto giovedì 11 giugno di fronte alla Direzione del Distretto Sanitario di Udine per protestare contro la condizione igienico-sanitaria del carcere di Via Spalato, segnalata più volte da dentro e per coinvolgere in questa protesta le/gli utenti del sistema sanitario.
DIFFONDI!!   PARTECIPA!!
allegato il volantino
Per contatti:
Associazione Senza Sbarre
Casella Postale 129 – Trieste centro – 34121 Trieste

soccorso rosso proletario appoggia la richiesta e parteciperà alle iniziative

La necessità dell’amnistia sociale

Sono quasi cinquantaquattromila le persone private della libertà che affollano le carceri italiane. Cinquantaquattromila persone costrette a spartire celle già anguste con migliaia di persone in più rispetto alla loro capienza regolamentare, determinando un sovraffollamento che impone una forzata prossimità e che annulla di fatto il rispetto di quella dignità umana che di diritto dovrebbe competere a chiunque.

In questi giorni in cui un’emergenza sanitaria ci impone il confronto con la vulnerabilità dei nostri corpi, dopo aver vissuto le nostre abitazioni come luoghi di reclusione forzosi, non possiamo non rimettere al centro di un ragionamento politico all’altezza della fase chi vive una vulnerabilità e una reclusione più assoluta e disperante: quella di decine di migliaia di persone il cui diritto alla incolumità e alla salute è stato negato, salvo qualche debole misura scarcerativa applicabile solo ad un numero esiguo di reclusi, dal decreto “Cura Italia”.

Ma se ieri si è voluta ignorare l’urgenza delle problematiche carcerarie, l’emergenza di oggi rende indifferibile la necessità di una soluzione. Continua a leggere

Verità e giustizia per Sasà. Solidarietà del soccorso rosso proletario

Gli amici di Sasà, l”attore’ morto durante le rivolte in carcere, vogliono sapere cos’è successo

” Noi amici teatranti di Sasà siamo tanti e siamo indignati e chiederemo a gran voce che si faccia un po’ di luce nel buio di quelle notti della democrazia, del diritto, della dignità, della Costituzione”.

Ha interpretato Pinocchio, il ‘vecchietto’ del ‘Rovescio e diritto’ di Camus, veniva anche pagato per recitare nella compagnia del teatro del carcere di Bollate che si è esibita sui palcoscenici italiani più importanti.

Salvatore Cuono Piscitelli aveva 40 anni, era una delle 13 persone detenute, lui per furto e utilizzo di una carta di credito rubata, che, tra l’8 e il 10 marzo, hanno perso la vita durante le rivolte scoppiate in tutta Italia, provocate anche dalla compressione del diritto di colloquio durante la fase più acuta della pandemia. I suoi amici teatranti dell’istituto di Bollate hanno saputo solo da pochi giorni che tra quei morti, per molte settimane rimasti senza nome, i loro corpi cremati subito dopo le autopsie, c’era l’uomo che per loro era solo ‘Sasà’. E ora, assieme alla nipote Rosa di 22 anni, hanno delle richieste da fare, affidate all’avvocato Antonella Calcaterra: “Vogliamo sapere cos’è successo – spiega all’AGI Michelina Cappato che del progetto ‘Teatrodentro’, poi terminato per mancanza di fondi, di era tra gli animatori – le poche notizie trapelate dicono che, dopo le proteste e come centinaia di altri, è stato trasferito da Modena, dove era recluso, ad Ascoli, ma ad Ascoli non è arrivato vivo. Noi amici teatranti di Sasà siamo tanti e siamo indignati e chiederemo a gran voce che si faccia un po’ di luce nel buio di quelle notti della democrazia, del diritto, della dignità, della Costituzione”. Continua a leggere

Tunisia – Libertà per Georges Ibrahim Abdallah!

20 giugno 2020

La mattina del 20 giugno a Tunisi ha avuto luogo l’evento centrale della settimana a sostegno per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah nel paese nordafricano.
Dopo alcuni eventi preparatori nei giorni precedenti tra cui in u centro culturale e alla Maison des Avocats, un sit-in di 50 persone sulla scalinata del Teatro Municipale nella centrale Avenue Bourguiba della capitale con un susseguirsi vivace di slogans e interventi al microfono di attivisti, avvocati, militanti e intellettuali. Oltre a reclamare la libertà per Georges è stato denunciato anche il ruolo del sionismo, dell’imperialismo americano e della compiacenza dell’imperialismo francese nel tenere ancora prigioniero in maniera illegale “il più vecchio prigioniero politico d’Europa” ormai da 36 anni.
Un intervento è stato anche dedicato alla liberazione di Sa’adat del FPLP.
Alcuni giovani e passanti hanno solidarizzato con il sit-in mentre vi era una spropositata presenza poliziesca con 5 camionette e numerosi agenti in borghese che comunque non ha impedito il sit-in a trasformarsi spontaneamente e contro ogni prescrizione, in un mini corteo che ha percorso alcune decine di metri che dividono il teatro municipale dalla sede dell’ambasciata francese dove è proseguita la denuncia e l’appello alla liberazione tra gli slogan “Liberez Abdallah” e “Macron Assassin”.

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SOLIDARIETA’ – A SALUZZO BRACCIANTI E SOLIDALI LOTTANO PER UNO SPAZIO DOVE VIVERE. SILENZI E MANGANELLI NON CI FERMERANNO: CASA PER TUTT*!

IL GIORNO PRIMA: Mezz’ora fa la polizia ha caricato, ferendo due persone. Una ragazza di Saluzzo e un giovane lavoratore stagionale sono ora all’ospedale.
Questo perché alcuni lavoratori hanno cercato di entrare nella struttura del PAS (Prima Accoglienza Stagionali) un’enorme struttura capace di ospitare fino a 600 persone ora chiusa “per evitare il contagio”, obbligando di fatto i lavoratori a vivere per strada e nei parchi, alla faccia dell’emergenza sanitaria.
Respingiamo qualunque accusa criminalizzante e qualunque strumentalizzazione. La polizia ha caricato pur di tenere vuota una struttura fatta apposta per ospitare i lavoratori stagionali.
IERI – Decine di lavoratori agricoli stagionali e di solidali ieri si sono presi la città a Saluzzo, lottando per uno spazio dove poter vivere per chi da oltre dieci anni non ha una casa ed è sfruttato nelle aziende agricole locali. Un presidio molto animato si è svolto sotto al Comune, mentre l’incontro che si era riusciti a strappare con i rappresentanti delle associazioni datoriali (Confagricoltura e Coldiretti), il Prefetto, i sindaci del territorio e il terzo settore si è concluso con un prevedibile nulla di fatto. Le risposte di chi è intervenuto sono state vaghe, contraddittorie e volte a rimpallarsi le responsabilità. Se il sindaco ha cercato di dipingersi come vittima di una politica nazionale inadeguata e di un accanimento da parte dei manifestanti, ergendosi a paladino dell’accoglienza, la vice Prefetta ha dichiarato di stare lavorando a non meglio specificate soluzioni di cui, però, a suo dire devono farsi carico gli enti locali. Il tutto nel silenzio totale del padronato, che sullo sfruttamento della manodopera stagionale basa da sempre il suo profitto, e a cui quest’anno la
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Venerdì 26 giugno alle ore 16, presso l’ambasciata turca a Roma, presidio solidale Con Grup Yorum!

PRESIDIO PRESSO L’AMBASCIATA TURCA – ROMA
Venerdì 26 giugno, nei pressi della fermata metro Castro Pretorio, largo che ospita la Biblioteca Centrale Nazionale, il Comitato Solidale Grup Yorum ha organizzato un presidio di solidarietà al Collettivo Musicale turco Grup Yorum, in supporto alle loro giuste richieste:
*Annullamento dei bandi dei concerti;
*Fine delle irruzioni nel loro Centro Culturale İdil di İstanbul;
*Scarcerazione immediata dei membri di Grup Yorum in prigione;
*Cancellazione dei nomi dei membri di Grup Yorum dalle liste dei ricercati.
Per portare avanti queste richieste molti membri di Grup Yorum sono stati in sciopero della fame e due di loro hanno tramutato lo sciopero della fame in death fast (ovvero in sciopero della fame fino alla morte). Helin Bölek e İbrahim Gökçek sono diventati martiri rispettivamente ad aprile e a maggio. Attualmente ci sono due prigionieri politici Didem Akman e Özgür Karakaya, in death fast da 117 giorni e due Avvocati del Popolo Ebru Timtik e Aytac Ünsal, in death fast rispettivamente da 167 giorni e 136 giorni per chiedere giustizia.
Affinché non si debba più morire di fame per poter cantare le proprie canzoni e per chiedere giustizia, richiamando i diritti fondamentali di libertà di espressione, il Comitato Solidale Grup Yorum, ha indetto questo presidio al quale tutti i cittadini liberi e le associazioni democratiche sono invitati a sottoscrivere e a partecipare.
L’EVENTO SI SVOLGERÀ A ROMA
NEI PRESSI DELL’AMBASCIATA TURCA (vicino alla  fermata metro Castro Pretorio, largo che ospita la Biblioteca Centrale Nazionale(
VENERDÌ 26 GIUGNO 2020 ALLE ORE 16:00
CHIEDIAMO:
*accogliere le richieste di Grup Yorum;
*ritirare i militari italiani dal territorio turco;
*termine del commercio di armi con la Turchia.
CHI È GRUP YORUM
Grup Yorum è un collettivo musicale turco, fondato nel 1985, che ha sempre subito minacce e repressione a causa delle loro canzoni di denuncia di carattere politico, che si ispirano ai valori di libertà, democrazia e opposizione alla dittatura.
Nei suoi trentacinque anni di vita, Grup Yorum ha all’attivo 23 album pubblicati e tantissimi fan in tutto il mondo. Nel corso degli anni ha sempre subito le minacce, gli arresti e i soprusi dello stato turco ma non si è mai arresa. In particolare, negli ultimi anni – dopo il tentato colpo di stato del 2016 – con l’entrata in vigore delle leggi di emergenza antiterrorismo, hanno subito 12 perquisizioni del loro Centro Culturale İdil con distruzione degli strumenti, sequestro del materiale presente e arresti di chi vi era dentro; più di 300 procedimenti giudiziari; l’inserimento dei nomi di tutti i membri del gruppo nelle liste dei ricercati.
NON LASCIAMOLI SOLI.
DIAMO VOCE A CHI HA SOLO IL PROPRIO CORPO PER FAR CONOSCERE AL MONDO INTERO LA BARBARIE CRIMINALE DI ERDOGAN E DEL SUO GOVERNO.
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI TURCHI.
STOP ALLA VENDITA DI ARMI ALLA TURCHIA.
COMITATO SOLIDALE GRUP YORUM
Per aderire all’iniziativa, potete scrivere un’email a:
comitatosolidalegrupyorum@gmail.com