La polizia turca attacca il funerale e “arresta” la salma di Ibrahim Gokçek

Nella giornata  era prevista la cerimonia funebre, alla quale però non ha potuto partecipare Sultan Gökçek, moglie di Ibrahim, anch’ella membro del Grup Yorum e detenuta in carcere da 4 anni. Sin dalla mattina, la polizia turca ha assediato il quartiere di Gazi, impedendo l’accesso alla strada dove si trova il Cemevi.

L’intera zona circostante è stata isolata da centinaia di poliziotti, assediata da camionette e auto blindate della polizia. Uno scenario simile a quello a cui si è assistito durante il funerale di Helin Bölek, cantante del Grup Yorum.

Di fronte al clima di repressione generale, il Grup Yorum ha chiamato a partecipare politici del partito HDP, artisti e attivisti per denunciare quanto stesse accadendo e dar prova della solidarietà popolare nei confronti dei membri del gruppo, accusati di terrorismo dal regime fascista guidato dall’AKP di Erdogan.

Migliaia di poliziotti hanno circondato il quartiere dove si sarebbe dovuta svolgere la funzione funebre. Nessuno è riuscito ad entrare, neppure i giornalisti.

La polizia ha attaccato, con lanci ripetuti di lacrimogeni e proiettili di gomme, la folla accorsa per partecipare alla cerimonia per onorare il sacrificio portato avanti da Ibrahim e dagli altri membri del Grup Yorum, che si battono per la libertà d’espressione e contro le persecuzioni giudiziarie e poliziesche. Una trentina di persone, tra cui il padre di Ibrahim Gokçek, sono state arrestate dalla polizia.

«La polizia è a caccia di persone che assistono al corteo funebre nel quartiere. Stanno usando munizioni di plastica e minacciano di sparare, se le persone non lasciano il luogo dove sono radunate per celebrare il Grup Yorum» ha detto in un video-messaggio l’avvocato Aysegül Cagatay.

«Ai poliziotti assassini, che continuano ad attaccarci, diciamo che non smetteremo di resistere! Non andremo da nessuna parte finché non adempiremo alla volontà di Ibrahim!», gridano dalla folla.

Dopo aver disperso numerosi manifestanti accorsi per la cerimonia funebre, la polizia turca ha fatto irruzione nell’edificio del Cemevi, portando via il corpo del bassista Ibrahim Gokçek e procedendo all’arresto dell’avvocato Didem Baydar Ünsal e di altri membri del Grup Yorum.

In seguito a questo gesto spregevole gesto, Bahar Kurt del Grup Yorum ha annunciato in un video che si stava recando alla caserma militare Mehmetcik Vakfi con la famiglia di Ibrahim. Un enorme contingente di polizia era in attesa della famiglia. Il carro funebre con la salma è partito poi scortato da diversi veicoli della polizia, in viaggio verso Kayseri, città natale di Ibrahim.

Ancora una volta, l’AKP non poteva sopportare che migliaia di persone si prendessero cura del corpo di un musicista rivoluzionario e tenessero il loro servizio funebre secondo le proprie radizioni e i propri desideri. Anche in questo caso, come per Helin Bölek, la dell’”avversario politico” è stata sequestrata con la forza e l’illegalità per impedire ad amici e parenti di piangere insieme ed esprimere la loro protesta contro l’ingiustizia. L’AKP non riuscirà mai a usare questa illegalità per impedire alle persone di sostenere Grup Yorum e tutti coloro che rischiano la vita per la libertà e la giustizia”, scrive in un comunicato il Comitato Solidale Grup Yorum, denunciando il ricorso al braccio armato e violento della polizia da parte del governo di Erdogan.

Nulla e nessuno può fermare a Istanbul il funerale rosso per Ibrahim Gökçek

 

Il musicista Ibrahim Gökçek della band Grup Yorum all’età di 39 anni è morto in un ospedale di Istanbul per le conseguenze di uno sciopero della fame. Il bassista aveva rifiutato l’assunzione di cibo per 323 giorni per protestare contro la repressione statale nei confronti del suo gruppo. Gökçek chiedeva la liberazione dei componenti della sua band in carcere con l’accusa di appartenenza al Partito/Fronte Rivoluzionario di Liberazione del Popolo DHKP – tra cui anche sua moglie Sultan Gökçek da quattro anni in carcerazione preventiva – nonché la rimozione del divieto di esibizione del suo gruppo in vigore da cinque anni, la fine dei processi arbitrari e l’annullamento delle liste di ricercati sulle quali si trovano altri componenti della band. Martedì Gökçek aveva dichiarato concluso il suo sciopero della fame dopo che Grup Yorum aveva dichiarato che l’obiettivo dell’azione era stato raggiunto e deputati e artisti avevano promesso di essere granate per le sue richieste. Già all’inizio di aprile la sua collega della band Helin Bölek era morta in sciopero della fame.
 

 
Giovedì sera in un baleno si è diffusa la notizia della morte di Ibrahim Gökçek. Molte nelle prime ore della sera si sono recate nella casa di riunione e preghiera alevita (Cemevi) nel quartiere Gazi dopo aver appreso la notizia che salma sarebbe stata trasportata lì. Tra i presenti, oltre alla famiglia di Gökçek, anche i parenti di Helin Bölek Mustafa Koçak, un prigioniero politico che con uno sciopero della fame aveva chiesto un processo giusto e che è morto alla fine di aprile in un carcere nei pressi di Izmir. Anche artist* come la cantante Pinar Aydinlar e il deputato HDP Musa Piroğlu sono arrivati per prendere commiato da Gökçek.

 

 
Dopo un minuto di silenzio, la folla ha intonato la popolare canzone del Grup Yorum „Uğurlama” – turco per „commiato”. Il testo del pezzo, come altre canzoni della band, è stato scritto dal poeta Ibrahim Karaca e parla della situazione degli attivisti di sinistra in Turchia, per i quali la persecuzione e la prigionia fanno parte della quotidianità politica. Uğurlama quindi racconta in modo molto poetico la storia di una coppia di amanti che è costretta a separarsi perché uno dei due deve sparire per motivi politici. Il ritornello recita: „Quando la solitudine irrompe in questa città, un uccello muore durante il suo sonno, tu che parti e te ne vuoi andare, le strade scure sono cieche, sorde e mute. Ehi tu, che ti metti in cammino avvolto nell’amore, sappi, che queste strade passano per le montagne. Se cadi prima di raggiungere il tuo amore, al tuo amore resta l’eco della tua voce.”