Parte dall’italia il 19 giugno l’appello per una mobilitazione internazionale per la liberazione di Saibaba – Varavarao e tutti i prigionieri politici in India

Per la libertà di Saibaba, di Varavara Rao e di tutti i prigionieri politici in India
Appello alla mobilitazione internazionale

La ferocia che l’attuale governo indiano di Narendra Modi mette in atto quotidianamente contro il proprio popolo mostra il vero volto di un sistema assolutamente reazionario e ingiusto il cui unico obbiettivo è salvaguardare le classi dominanti al potere, i propri privilegi politici e di casta… una ferocia che chiama fortemente alla solidarietà e all’azione.
Per provare a zittire tutte le voci che denunciano le atrocità commesse nel Paese, il governo ha arrestato e continua ad arrestare una quantità impressionante di militanti, professori, studenti, artisti, membri di organizzazioni democratiche, tutti colpevoli di stare dalla parte del popolo a fronte della guerra al popolo scatenata dallo Stato indiano; un popolo costretto a difendersi non solo dalle varie leggi contro il “terrorismo”, ma anche contro quelle palesemente razziste e discriminatorie come le ultime sulla “cittadinanza” apertamente contro milioni di musulmani; un popolo fatto di donne, di femministe unitesi per ribellarsi contro la galoppante escalation di stupri, spesso commessi da forze armate e di polizia e squadre fasciste paramilitari spalleggiate dallo Stato.
Nelle prigioni i detenuti subiscono ogni tipo di abuso, torture, negazione della libertà su cauzione, condizioni di vita disumane, trasferimenti arbitrari, aggressioni brutali e punizioni in isolamento totale, e sempre più spesso le detenute sono violentate.
Tra questi detenuti ci sono intellettuali come il professore di inglese all’Università di Delhi, GN Saibaba, invalido al 90% e in sedia a rotelle, rinchiuso oramai da alcuni anni nella prigione di Nagpur in una “anda cell” (in isolamento) afflitto da molte patologie e le cui condizioni di salute peggiorano costantemente.

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Solidarietà ai compagni del Grup Yorum

Soccorso Rosso Proletario sostiene le richieste del Comitato Solidale Grup Yorum:

– Annullamento dei bandi dei concerti
– Fine delle irruzioni nel loro Centro Culturale İdil di İstanbul
– Scarcerazione immediata dei membri di Grup Yorum in prigione
– Cancellazione dei nomi dei membri di Grup Yorum dalle liste dei ricercati.

Per portare avanti queste richieste molti membri di Grup Yorum sono stati in sciopero della fame e due di loro hanno tramutato lo sciopero della fame in death fast (ovvero in sciopero della fame fino alla morte). Helin Bölek e İbrahim Gökçek sono diventati martiri rispettivamente ad aprile e maggio.

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI TURCHI

STOP ALLA VENDITA DI ARMI ALLA TURCHIA

PRESIDIO PRESSO L’AMBASCIATA TURCA – ROMA
Venerdì 26 giugno il Comitato Solidale Grup Yorum

La nostra solidarietà internazionalista ai compagni turchi in processo pilota anticomunista

Proteste in diverse città.della Germania contro il processo ai comunisti.
Si vuole mettere a tacere l’opposizione turca in Europa.
Nelle prossime settimane, dopo 4 anni, il cosiddetto “processo TKP/ML” dovrebbe concludersi. I 10 imputati sono accusati di aver formato il Comitato all’estero del Partito comunista di Turchia/marxista-leninista. Molti di loro sono stati detenuti in custodia per oltre tre anni. Müslüm Elma, il principale accusato, è ancora dietro le sbarre a Stadelheim (Germania), ormai da cinque anni. Il cosiddetto “processo ai comunisti” è perciò il più grande processo politico contro un’organizzazione di sinistra degli ultimi decenni.
Non sono accusati di atti criminali, ma solo del loro lavoro per un partito che nella Repubblica Federale Tedesca non è neppure bandito. Perché questo accanimento della repressione di Stato contro esponenti dell’opposizione turca?
A quanto pare è semplicemente una cortesia del governo federale verso il regime di Erdogan. Senza il “mandato a perseguire” del Ministero della Giustizia federale, questi comunisti non sarebbero mai stati arrestati o portati in tribunale. Il processo è pieno di passaggi scandalosi. Parte significativa delle “prove” è stata fornita dal servizio segreto turco. Il tribunale di Monaco non si preoccupa che queste si sono potute ottenere solo grazie a spionaggio illegale.

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Libertà per Ismail Yilmaz e tutti i prigionieri in Turchia in gravi condizioni di salute

La Turchia è diventata una prigione a cielo aperto, dove quasi non c’è differenza tra dentro e fuori le carceri e si registra ancora il caso di un prigioniero in gravi condizioni di salute. Di recente, la coalizione di governo AKP-MHP ha approvato un’amnistia grazie alla quale sono stati rilasciati circa 100 mila assassini e mafiosi. Ma di fronte all’appello pubblico a liberare i prigionieri in gravi condizioni di salute si è comportata come le 3 scimmie. E la tradizione fascista si ripete ancora una volta: nessun prigioniero dell’opposizione, anche in punto di morte, è rilasciato. Quando si tratta di prigionieri rivoluzionari, il fascismo è irremovibile.
Ismail Yilmaz Non sarà rilasciato se non morto!
Il prigioniero Ismail Yilmaz, 66 anni, è attualmente nella prigione di tipo F di Kandira, dove il regime
fascista vuole lasciarlo morire. È in prigione da 16 anni. Contro Yilmaz è applicata la legge contro i nemici dello Stato, che lo ha condannato all’ergastolo aggravato per le sue idee politiche.
il 28 aprile Ismail Yilmaz ha avuto un’emorragia cerebrale ed è stato portato in ospedale dove l’hanno operato il giorno successivo collocandogli con un tubo di drenaggio nel cranio. Ismail soffre di condizioni mediche, principalmente croniche: patologie cardiache, della prostata, ipertensione, disturbi visivi e intorpidimento del braccio destro.
Nonostante il delicato intervento chirurgico a cui è stato sottoposto, İsmail Yılmaz è stato dimesso dall’ospedale e riportato in cella prima che il trattamento fosse completato. Tenere in prigione Ismail Yılmaz, che non è in grado di prendersi cura di sé e soddisfare i suoi bisogni, è contro le convenzioni internazionali sui diritti umani, è tortura.
Secondo il rapporto del ministero della giustizia, 2300 prigionieri hanno perso la vita negli ultimi 13 anni. Ad oggi dei 620 prigionieri con seri problemi di salute 200 sono in condizioni mediche gravi. Durante la pandemia, il numero di prigionieri malati è esploso e la minaccia alla vita di molti prigionieri aumenterà ancora se non vengono prese precauzioni.
I prigionieri con problemi di salute devono essere rilasciati!
Tra il 21 maggio e il 1 giugno, due prigionieri rivoluzionari con gravi problemi di salute hanno perso la vita. Sabri Kaya, che da 10 anni era nel carcere di tipo T di Osmaniye, e Vefa Kartal, da 26 anni nel carcere di tipo F di Edirne. Entrambi erano in gravi condizioni di salute ma, nonostante le innumerevoli richieste, gli è stata negata la scarcerazione con la motivazione che “Lo Stato sta provvedendo a ciò che è necessario”. Sabri Kaya è deceduto in terapia intensiva il 21 maggio e Vefa Kartal è deceduto in carcere il 1° giugno.
Per non dover ricevere notizie di altri decessi nelle carceri, come ATIK (Confederazione dei lavoratori turchi in Europa) esigiamo che tutti i prigionieri con gravi problemi di salute, in particolare il prigioniero İsmail Yılmaz, vengano rilasciati immediatamente affinché possano ricevere le cure necessarie. Chiediamo all’opposizione sociale internazionale e a tutte le forze democratiche di mostrarsi sensibili al problema e raccogliere questa rivendicazione!
Libertà per Ismail Yilmaz e tutti i prigionieri in gravi condizioni di salute!
Libertà per tutti i prigionieri politici!