Soccorso Rosso Proletario

Soccorso Rosso Proletario

massimo sostegno alla protesta dei detenuti nelle carceri assassine e carceri tortura – soccorso rosso proletario

 

 

da il fatto quotidiano

Ferragosto ad alta tensione nelle carceri: agenti aggrediti e disordini in tutta Italia.

Vari eventi critici segnalati negli ultimi giorni negli istituti bollenti e sovraffollati.
Ferragosto ad alta tensione nelle carceri: agenti aggrediti e disordini in tutta Italia. I sindacati: “Nordio si svegli dal torpore”

È stato un Ferragosto di tensione nelle carceri italiane, sempre più invivibili a causa del sovraffollamento (che ha toccato il 141%) e del caldo insopportabile. Vari eventi critici sono stati segnalati negli ultimi giorni…..a partire da un’evasione avvenuta sabato dalla casa circondariale di Potenza: due detenuti di nazionalità tunisina,“riusciti a sfruttare una criticità strutturale dell’istituto, arrampicandosi e raggiungendo i tetti per poi guadagnare l’esterno”

 

libertà per il compagno Misir Besra e per tutti i prigionieri politici in india – soccorso rosso proletario

libertà per il compagno Misir Besra e per tutti i prigionieri politici in india

 in via di traduzioine

FREE COMRADE MISIR BESRA AND ALL POLITICAL PRISONERS IN INDIA!

a joint statement published by REBEL! on the 3rd of August.


On Tuesday the 28th of July, the reactionary Indian state announced the arrest of the last standing member of the Central Committee of the Communist Party of India (Maoist), comrade Misir Besra. With this, it claims the end of the century-old revolutionary Communist movement in India. In press images they brought out comrade Misir Besra out with a hood over his head and chained, perhaps in an attempt to intimidate the masses and humiliate the fighter who stood for them. To show them that this is the fate that awaits anyone who dares to resist the fascist state’s “Samadhan Prahar” offensive.

What they continue to forget is that the movement derives its strength not from the subjective will of a few brave souls but the objective suffering of the billion-strong Indian masses. Jharkhand is one of the poorest states in India, despite holding 40% of its mineral resources. This is because of the extractive semi-feudal, semi-colonial system in India, which rests on the caste oppression of the Adivasi people of India, and siphons off their wealth to a handful of billionaires. Since India is oppressed by imperialism (principally western imperialism), ultimately this wealth serves to enrich their foreign masters. To drive the Adivasis off their land and make it available for mineral extraction, the state is ready to use private armies alongside its paramilitary forces to genocide, rape and pillage countless villages, with only the CPI (Maoist) to defend them. Anyone who supports the just struggle of the Adivasi people for their jal-jangal-jameen (water, forests, and land) is branded a Maoist and incarcerated or even executed, without any due process.

 

All this reveals is the old state’s own fear of losing its grip on the people, as the discontent of the Indian masses intensifies amid continuing crisis in the world imperialist system. This is why it uses Israeli drones against the Adivasi people’s resistance, pellet guns against student protesters, and draconian laws like the UAPA against democratic activists. The decrepit Indian state can do its best to suppress the masses, but the objective development of history will seal its fate in the trash heap.

We stand firm in our continued solidarity with the revolutionaries in India and demand the immediate and unconditional release of comrade Misir Besra!

FREE COMRADE MISIR BESRA AND ALL POLITICAL PRISONERS IN INDIA!
DOWN WITH BRAHMANICAL HINDUTVA FASCISM!
JAL-JANGAL-JAMEEN FOR THE ADIVASI PEOPLE OF INDIA!

(Signatories: Revolutionaire Actie, Inquilabi, RFL, Balikbayan, Lestari Bergerak)

Torino Presidio di solidarietà al carcere delle Vallette: mercoledì 5 agosto ore 18.30 – massimo sostegno e partecipazione

Mercoledì 29 luglio, i due giovanissimi attivisti tedeschi arrestati per la straordinaria manifestazione del 25 luglio al cantiere di Chiomonte, hanno ricevuto la convalida della misura cautelare in carcere. I capi d’imputazione sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

I due giovani (un ragazzo e una ragazza) sono stati fermati a seguito di controlli e perquisizioni della loro auto, sulla base della cosiddetta flagranza differita, ricostruzione fondata, principalmente sull’analisi delle immagini raccolte dalle forze dell’ordine.

Si tratta dei primi arresti conseguenti alla straordinaria mobilitazione popolare che sabato ha attraversato la Val di Susa contro l’opera inutile e devastante della Torino-Lione, di cui in conferenza stampa ci siamo proclamati tutti e tutte responsabili. I primi capri espiatori individuati per rifarsi della inadeguatezza dei loro enormi e costosissimi apparati di sicurezza che quel giorno hanno miseramente fallito.

Siamo tutt* black bloc è stata la risposta del movimento già 15 anni fa dopo l’assedio al cantiere di Chiomonte a seguito dello sgombero della Libera Repubblice della Maddalena, dimostrando la capacità di non cadere nel tranello delle fratture interne e della divisione in “buoni e cattivi”. Oggi ci troviamo nuovamente a doverlo ribadire con fermezza, perchè il 25 luglio, c’eravamo tutti/e.

I due giovani amici tedeschi non devono essere lasciati soliLa solidarietà, dentro e fuori il carcere, è parte integrante della nostra storia e della nostra forza collettiva, perchè non possiamo che essere grati a tutti e tutte coloro si mettono al nostro fianco per combattere questa lunga battaglia che dura ormai da trent’anni. Chiamiamo quindi un presidio di solidarietà al carcere di Torino per far sentire a questi due giovanissimi e generosi ragazzi la nostra vicinanza e gratitudine.

Diamoci appuntamento mercoledì 5 agosto alle ore 18.30 all’ingresso del carcere delle Vallette – Via Maria Adelaide Aglietta 35, Torino – per farci sentire da loro, ma anche da tutti e tutte le detenute che lì dentro sono rinchiuse.

Libertà per i/le No Tav!
Tutti e tutte libere
A sarà düra!

La lotta paga e uniti si vince: Ryiad Al-Bustanji ringrazia tutti coloro che si sono spesi per far valere i suoi diritti in carcere

Solo pochi giorni fa la sua famiglia, in una lettera al team legale di Al-Bustanji, denunciava le condizioni durissime a cui veniva sottoposto nella sua detenzione a Bancali, che ne mettevano a rischio la vita, la salute, i suoi legami affettivi.
La mobilitazione di tutti i solidali che si sono uniti in rete in vista della giornata nazionale di lotta del 18 luglio in sostegno di tutti i prigionieri palestinesi in Italia, ha fatto sì che un primo importante risultato concreto si sia ottenuto.
La massiccia campagna stampa delle compagne e dei compagni di Culleziu contra a la Gherra, Giovani Palestinesi Sardegna, Amicizia Sardegna-Palestina, Associazione dei Palestinesi in Italia, UNIGCOM e Unica per la Palestina, la segnalazione del soccorso rosso proletario alla senatrice Ilaria Cucchi, che ha scitto al carcere, al DAP e ai garanti nazionale e regionale dei detenuti, la visita nel carcere sassarese della Garante, immediatamente interessata anche dai compagni sardi, hanno finalmente dato una svolta alla situazione detentiva di Al-Bustanji.
Ryiad è stato subito sottoposto a una visita medica accurata. Ora riceve le cure e gli alimenti adeguati ed è seguito attentamente nel centro clinico del carcere per tutte le sue patologie. Le ore di videocolloqui con la famiglia gli sono stati ripristinati e gli è stato restituito il ventilatore per far fronte alle temperature insopportabili.
Questa prima vittoria, oltre a renderci felici, ci sprona ad andare avanti e a rilanciare l’appello per la difesa di tutti i prigionieri palestinesi detenuti in Italia, che invitiamo a sottoscrivere e a diffondere.

In vacanza in Italia solo i terroristi dell’IDF: arrestato in Abruzzo un cittadino turco accusato di appartenere al Mlkp (Partito Comunista ML turco)

Mentre il governo fascista Meloni concede al criminale terrorista Netanyahu, anche lui gravato da un mandato di cattura internazionale, di sorvolare tranquillamente il cielo sopra l’italia, oltre ad accogliere in resort di lusso i macellai dell’IDF con tanto di scorta di digos e polizia, questa notte un cittadino turco, Bilan Cinar, di 41 anni è stato arrestato dalla polizia di Chieti per appartenenza al Mlkp, definito terrorista dal governo fascista di Erdogan.

Ancora una volta il governo moderno fascista italiano se ne frega dei diritti umani e appoggia nella repressione i governi più sanguinari pur di non scontentare la sua borghesia con i suoi interessi economici, commerciali, militari e geostrategici

Teniamo alta l’attenzione su questo caso, ancora una volta sarà la Corte di Appello dell’Aquila a dover decidere sulla conferma dell’arresto