Alle torture che nelle carceri israeliane vengono portate avanti verso i prigionieri palestinesi, oggi il governo israeliano vuole aggiungere una legge che istituzionalizzi la pena di morte per i prigionieri palestinesi. Prigionieri palestinesi che stanno lottando, stanno resistendo contro il genocidio, i massacri di migliaia e migliaia di palestinesi di donne, di tantissimi bambini. Ma Israele non vuole che ci sia questa voce, questa lotta, vuole vuole continuare i massacri, vuole cacciare tutti i palestinesi, vuole fare della terra di Gaza, di Cisgiordania il posto al sole degli israeliani, dei coloni.
Un appello che ci è stato mandato dalle organizzazioni della resistenza palestinese chiama tutti, ognuno di noi, ogni realtà, ogni forza a scendere in piazza, chiama alla solidarietà, a lottare perché non passi questo ulteriore genocidio che vogliono fare nelle carceri palestinesi. Un genocidio che tutti sanno che continua, anche il nostro governo Meloni lo sa benissimo ed è complice.
E’ necessario che in ogni città noi ci uniamo e diciamo NO alla pena di morte, NO alle orrende torture che vengono fatte nelle carceri contro palestinesi che hanno la sola colpa di volere la libertà, di
volere giustizia, di non voler più essere oppressi, chiusi come in un lager perché Israele deve prendersi tutto il territorio.
C’è stato recentemente un nuovo rapporto di Francesca Albanese sulla condizione dei prigionieri palestinesi nelle carceri. E’ un rapporto che grida lotta, che fa accapponare la pelle per le cose che denunciano i prigionieri palestinesi: violazione orrende anche verso i bambini, verso le donne. Non si tratta della “normale” repressione, nelle carceri palestinesi sono la normalità gli stupri più violenti che attaccano non solo i corpi dei prigionieri e delle prigioniere, ma vogliono attaccare la dignità, vogliono umiliare i prigionieri e le prigioniere; infilano bastoni, infilano ogni cosa nelle organi genitali sia delle donne che degli uomini e anche dei bambini.
L’imperialismo americano, gli imperialisti europei, il governo italiano vogliono zittire tutte le voci che denunciano i fatti orribili che stanno accadendo. La Meloni giorni fa ha fatto il suo comizio al Parlamento ma chiaramente non ha detto alcuna parola di denuncia di quello che avviene a poche centinaia di chilometri dall’Italia.
Noi dobbiamo sostenere la resistenza che c’è e continua in Palestina. Non dobbiamo farci ingannare, non c’è nessuna tregua, non c’è nessuna cessazione del genocidio, questo continua negando il cibo, continuando ad affamare, continuando a negare le medicine, le cure e con la morte che ora si vuole fare verso i prigionieri palestinesi, una legge orribile che vuole mandare a morte chiunque sia, anche solo con le parole, contro lo Stato di Israele.
Per questo è necessario che invece le voci democratiche, le nostre voci, le voci dei lavoratori, dei giovani si alzino forti. Anche perché, altro che cessate il fuoco, il problema è che le guerre invece di fermarsi si stanno estendendo in tanti altri paesi, ora con l’aggressione verso l’Iran, la guerra in Libano. Anche lì stanno causando migliaia e migliaia di morti, per la maggior parte si tratta di civili, si tratta anche lì di donne e bambini.
E’ contro i popoli che vengono fatte queste guerre degli imperialisti, le guerre per cacciare, massacrare i popoli, per mettere su regimi loro amici fidati, per mettere le mani sulle fonti energetiche, sui mercati, sulle materie prime; e per questo sono disposti a tutto, sono disposti ai genocidi, sono disposti a fare leggi sempre più orribili.
Noi sappiamo che cos’è la resistenza. Tra alcuni giorni c’è il 25 aprile che ricorda la nostra resistenza, la giusta resistenza armata che hanno fatto i nostri partigiani. E quindi siamo dalla parte di chi oggi porta avanti questa resistenza.
Anche in Italia occorre una nuova resistenza perché il nostro governo è fino in fondo complice, partecipante di quello che succede in Palestina, come è complice delle aggressioni in Iran, delle aggressioni in Libano. Questi sono fascisti!
Noi il 25 aprile ricordiamo la vittoria sul fascismo e sul nazismo ma oggi i fascisti tornano ancora più agguerriti, tornano nel legame con i mostri che stanno anche ora al potere come prima c’era Hitler, oggi abbiamo Trump e abbiamo tutti gli altri capi di Stato, di governo, anche quelli che si mascherano come democratici ma poi anche loro, sono complici di quello che sta avvenendo

Ahmad Salem è stato condannato a 4 anni di reclusione a fronte di una richiesta di 3 anni e 6 mesi avanzata dal pubblico ministero. Una sentenza intollerabile, profondamente razzista e islamofobica, contro la quale è ancora più necessario e urgente tornare a mobilitarsi contro questo governo fasciosionista alleato dei peggiori regimi nazisti, guerrafondai e genocidiari, Israele in primis.
La stessa udienza di oggi al tribunale di Campobasso, si è svolta in un clima intimidatorio da stato di polizia, con la Questura che ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino per creare un clima artificiale di tensione e paura e criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese.
Ahmad Salem, giovane palestinese di 24 anni cresciuto nel campo profughi di al-Baddawi in Libano, è detenuto da quasi un anno nel carcere di Rossano Calabro, in regime di alta sicurezza. Era arrivato in Italia in cerca di protezione internazionale e si è presentato a Campobasso per richiedere asilo politico. Durante la sua audizione davanti alla Commissione territoriale, il suo telefono è stato sequestrato e analizzato: da lì è nato un impianto accusatorio fondato sugli articoli 414 (istigazione a delinquere) e 270 quinquies del codice penale.
«Un impianto fragile, costruito su poche frasi decontestualizzate estratte da un video di otto minuti, – fanno sapere dal movimento – in cui Ahmad invitava alla mobilitazione contro il genocidio in corso a Gaza, denunciava il silenzio del mondo arabo e chiamava alla partecipazione popolare. Quelle parole, che rientrano pienamente nel diritto di espressione politica e di solidarietà internazionale, sono state trasformate dalla Digos di Campobasso in “propaganda jihadista”. Ancora più grave è la contestazione relativa ai presunti “materiali istruttivi”: semplici video degli attacchi della resistenza palestinese, diffusi pubblicamente negli ultimi anni anche da testate italiane, tra cui la Rai. Nessuna indicazione tecnica, nessun contenuto addestrativo. Eppure, questo è bastato per sostenere un’accusa di “autoaddestramento con finalità di terrorismo”.
