Archivi categoria: General
ancora sul carcere di Pavia
“Carcere indegno del terzo millennio”
Apriamo le celle perchè continua a dilagare il Covid nelle galere: casi a Trieste/Monza/Milano
Nel carcere di Trieste “dopo i primi casi segnalati negli scorsi giorni una zona è stata isolata. Un detenuto è stato ricoverato in codice rosso in ospedale. All’interno sarebbero scoppiati anche alcuni piccoli incendi.”

“70 positivi al covid nel carcere milanese di San Vittore”. “Secondo il sindacalista nelle carceri italiane i contagiati sono raddoppiati in 2 settimane mentre, dal 13 al 19, si è registrato un aumento del 40%”.

“Sale intanto la preoccupazione tra i famigliari dei detenuti, che lamentano una mancanza di comunicazioni da parte dell’amministrazione carceraria”.
“Alcuni detenuti sono stati dirottati verso gli istituti di Bollate e San Vittore”

Chiudere i Cpr-lager di Stato! Massimo sostegno ai migranti prigionieri in sciopero della fame al Gradisca di Gorizia
20 DICEMBRE 2021 DI COLLETTIVO TILT
Voci dal Cpr: siamo in sciopero della fame!
Ieri, 19 dicembre 2021, ci siamo ritrovate assieme a compagni e compagne da tutta la regione sotto il lager di Gradisca. La morte di B.H.R. pochi giorni fa, la terza da quando il CPR ha riaperto il 17 dicembre di due anni fa, non poteva rimanere sotto silenzio.
Come sempre uno degli obiettivi dell’iniziativa era farsi sentire dai reclusi per comunicare loro la nostra solidarietà e vicinanza. Nonostante la questura avesse come sempre relegato il presidio al lato opposto della strada, un cospicuo gruppo di partecipanti al presidio si è spontaneamente spostato davanti al lager urlando slogan e ricevendo una risposta da dentro. Le voci gridavano: libertà!
Mentre cercavano di comunicare con l’esterno, alcune persone recluse sono state minacciate di venir denunciate se avessero continuato a comunicare con i solidali.
Oggi abbiamo scoperto che dentro al CPR, ci sono diverse persone in sciopero della fame, almeno tre in zona verde e qualcuno in zona rossa. Uno non mangia da tre giorni, altri hanno iniziato tra ieri e oggi. Da dentro, chiedono di condividere fuori la notizia del loro sciopero; la rivendicazione è la libertà, tutti vogliono uscire da lì.
Nel frattempo, la rete No Cpr di Milano ha riportato nuove notizie sul suicidio avvenuto nel Cpr di Gradisca, che riportiamo qui sotto anche se non abbiamo ancora avuto modo di confermarle:
La notte tra il 5 ed il 6 dicembre 2021 avevamo diffuso la notizia di un giovane suicidatosi nel CPR di Gradisca di Isonzo. Si pensava inizialmente si trattasse di un marocchino. Si tratta invece di un cittadino tunisino di 44 anni. Il suo nome è Anani Ezzeddine. La famiglia è stata informata prontamente dalle autorità competenti; anche loro chiedono di comprendere le ragioni del suicidio. In questi giorni sempre nel CPR di Gradisca diverse sono state le segnalazioni di persone che hanno tentato il suicidio, che sono state salvate e sostenute dai compagni di cella. Nel caso di Anani non c’è stato nulla da fare.
Ieri, mentre noi eravamo a Gradisca, altre persone si sono mobilitate sia contro il CPR di Milano sia contro il CPR di Ponte Galeria, vicino a Roma.
Contro tutti i lager, contro tutti i confini.

[L’immagine rappresenta una scritta sull’asfalto, che dice: “Vakhtang, Orgest, BHR, morti di Stato”. La scritta è apparsa ieri al termine del presidio, davanti al CPR.]
Strage nel carcere di Modena, una nuova inchiesta di rainews24
Il 17 giugno scorso ll gip Andrea Romito aveva respinto le opposizioni all’archiviazione del fascicolo che ipotizzava “l’omicidio colposo e morte o lesioni come conseguenza di altro delitto relativo al decesso di otto detenuti morti a seguito della rivolta avvenuta nel carcere di Sant’Anna l’8 marzo del 2020” presentate dall’associazione Antigone, dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale e dai parenti di una delle vittime.
Il gip aveva dichiarato inammissibili le loro istanze, senza esaminarle nel merito (!) ed aveva respinto anche quella della famiglia di una delle vittime, Hafedh Chouchane, anche lui tunisino.
«È chiaro che con un’archiviazione nella fase delle indagini noi non abbiamo avuto la possibilità di controesaminare tutte le persone che sono state invece interrogate dalla procura», aveva dichiarato, subito sopo l’archiviazione, l’avvocato della famiglia di Hafedh Chouchane, Luca Sebastiani.
Insieme al presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida, l’avvocato Sebastiani sta preparando un ricorso da presentare a Strasburgo, alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Tra le motivazioni il gip aveva sottolineato come la «causa unica ed esclusiva» del decesso dei nove carcerati (Ali Bakili, Slim Agrebi, Erial Ahmadi, Hafedh Chouchane, Ghazi Hadidi, Artur Iuzu, Lofti Bem Mesmia e Abdellha Rouan. La nona vittima è Salvatore Piscitelli morto dopo il trasferimento ad Ascoli, dove sono ancora in corso indagini) sia stata l’asportazione violenta e l’assunzione di «estesi quantitativi di medicinali correttamente custoditi all’interno del locale a ciò preposto» (!).
L’inchiesta di “Spotlight” trasmessa, due giorni fa, da Rainews24, sulle vittime della sommossa del carcere di Modena del marzo 2020, realizzata dalle giornaliste Rai Giulia Bondi e Maria Elena Scandaliato, contiene nuove importanti rivelazioni sulla rivolta tra le quali la notizia che il procuratore del Tribunale di Tunisi, il 1° dicembre scorso, ha aperto una nuova indagine. Ad affermarlo è Najet, la moglie di Lotfi ben Mesmia, uno dei 9 detenuti morti nella rivolta.
L’inchiesta di Spotlight – Anatomia di una rivolta. Inchiesta sui 9 morti nel carcere Sant’Anna di Modena – si compone di una prima e di una seconda parte, ed è accessibile gratuitamente su Rai Play previa registrazione