Soccorso Rosso Proletario

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28 marzo internazionalista contro Modi/Trump/Netanyahu

 28 marzo internazionalista contro Modi/Trump/Netanyahu

 

Campagna Internazionale di Emergenza

contro l’Operazione Kagaar

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar.

Cos’è l’Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l’Operazione Kagaar, un’operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti “scontri simulati”.

L’Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell’India (Maoista), l’Esercito

Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie. 

Coerenza e continuità rivoluzionarie

Nonostante le pesanti perdite, il movimento rivoluzionario in India rimane saldo sul suo cammino. In diversi documenti pubblici, il CPI (Maoista) ha chiarito che non ci saranno né l’abbandono della lotta armata né la resa allo stato. Invece, il partito analizza apertamente i propri errori, trae insegnamento dalle proprie perdite e si riorganizza sulla base delle mutate condizioni. La guerra popolare di lunga durata resta l’unica via per superare lo sfruttamento, l’oppressione nazionale, il sistema delle caste, il patriarcato e la penetrazione imperialista.

Elemento centrale della repressione è la carcerazione di massa. Grazie a leggi come l’Unlawful Activities Prevention Act (UAPA), in India migliaia di persone sono detenute per anni senza processo. Giornalisti sono criminalizzati per aver pubblicato articoli critici, studenti sono arrestati per possesso di pubblicazioni marxiste e gli attivisti sono torturati e isolati. L’India si presenta a livello internazionale come “la più grande democrazia del mondo”, ma in realtà è una prigione per il suo popolo, in cui i diritti democratici fondamentali sono sistematicamente sospesi.

Questo sviluppo non è una caso ma piuttosto espressione della crescente fascistizzazione dello Stato indiano. Sotto il regime dell’Hindutva, le minoranze religiose sono perseguitate, l’oppressione nazionale si intensifica e le proteste sociali vengono affrontate con la forza militare. Allo stesso tempo, l’India funge da pilastro strategico dell’imperialismo americano nell’Asia meridionale e stretto alleato di Israele. L’oppressione interna e un ruolo esterno aggressivo sono due facce della stessa politica.

Importanza internazionale della lotta in India

È proprio per questo che la lotta del popolo indiano ha importanza internazionale. La Rivoluzione di Nuova Democrazia in India rappresenta uno dei fronti più importanti della lotta antimperialista mondiale. La sua sconfitta o vittoria avrà un impatto diretto sui rapporti di forza tra imperialismo e rivoluzione proletaria mondiale a livello mondiale. La solidarietà con la guerra popolare in India significa quindi anche solidarietà con tutti i popoli oppressi e i prigionieri politici in tutto il mondo.

In questo contesto, l’ICSPWI fa appello a una Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar. Obiettivo di questa campagna è denunciare i crimini dello Stato indiano a livello internazionale, esercitare pressione politica, chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici e fornire supporto pratico alle forze rivoluzionarie in India. Azioni, presidi, eventi e pubblicazioni hanno già avuto luogo in numerosi paesi in diversi continenti. Questa mobilitazione si deve ancor più ampliare, approfondire e coordinare.

Appello alla partecipazione

Chiamiamo tutti i compagni e le organizzazioni solidali a partecipare al mese di azione contro l’Operazione Kagaar nel marzo 2026. Il 28 marzo 2026 si terrà a Zurigo una manifestazione internazionale in solidarietà con il movimento rivoluzionario in India.

Oggi più che mai è importante prendere una posizione chiara. L’Operazione Kagaar deve essere fermata. I massacri della popolazione Adivasi devono essere fermati. Tutti i prigionieri politici in India devono essere rilasciati immediatamente. Il sostegno imperialista al regime indiano deve cessare.

La lotta dei rivoluzionari indiani è la nostra lotta. La loro fermezza è un appello a tutti noi a rafforzare la solidarietà internazionale e promuovere la lotta comune contro l’imperialismo, il fascismo e l’oppressione.

STOP OPERAZIONE KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI

VIVA LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

SOLIDARIETÀ CON LA GUERRA POPOLARE IN INDIA!

  • marzo 2026 – Mese si azioni contro l’Operazione Kagaar

28 MARZO- ZURIGO

MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO L’OPERATION KAGAAR

azioni contemporanee in Europe, Nord e Sud America, Sud Asia, Australia e Nord Africa.

International Emergency Campaign Against Operation Kagaar

international Coordination

per l’Italia e la partecipazione a Zurigo info csgpindia@gmai.com wa 3519575628

Solidarietà piena e incondizionata per Hannoun, Dawoud, Yaser e Riyad SRP

L’ Associazione dei Palestinesi in Italia sta costituendo ufficialmente un Comitato di Solidarietà a sostegno loro e delle loro famiglie. Riceviamo e  giriamo la loro comunicazione con il nostro invito ad aderire come realtà politica, sindacale o sociale, come associazione o come singola o singolo.

Info: comitatoprigionieripal@gmail.com

 

Solidarietà con i membri della Flotilla arrestati a Tunisi – info e solidarietà da Palermo e Cagliari – info srpitalia@gmail.com

Solidarietà con i membri della Flotilla arrestati a Tunisi – info e solidarietà da Palermo e Cagliari – info srpitalia@gmail.com

Solidarietà con  i membri della Flotilla arrestati a Tunisi 

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l’arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l’assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:

  • condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un’autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.
  • denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un’indagine giudiziaria.
  • chiediamo l’immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l’autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall’ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.

Comitato di coordinamento dell’azione congiunta per la Palestina

Tunisia – new arrest of member of the Joint Action Coordination Committee for Palestine – maximum solidarity