Contro la campagna di repressione e criminalizzazione! Comunicato di UDAP e GPI

Contro la campagna di repressione e criminalizzazione!

La solidarietà con il popolo palestinese non è terrorismo!
Condanniamo con fermezza l’operazione repressiva che all’alba di oggi, sabato 27 dicembre 2025, ha portato all’arresto di nove persone e al coinvolgimento di tre associazioni, con l’accusa di finanziamento a organizzazioni politiche in Palestina. Si tratta di un grave atto di criminalizzazione delle mobilitazioni e delle associazioni solidali con il popolo palestinese in Italia.
Questi arresti, insieme ai precedenti casi di Anan, Ali, Mansour e Ahmad Salem, confermano una preoccupante deriva repressiva e un uso politico dell’apparato giudiziario volto a colpire il dissenso e a intimidire chi denuncia l’occupazione e i crimini commessi contro il popolo palestinese. La resistenza è un diritto legittimo del popolo palestinese, così come di ogni popolo in lotta per la propria autodeterminazione, ed è riconosciuta anche dal diritto internazionale. Rifiutiamo pertanto che venga arbitrariamente equiparata al “terrorismo”.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutte e tutti coloro che sono stati colpiti da questa campagna repressiva e rinnoviamo il nostro impegno a proseguire la mobilitazione contro l’occupazione, il genocidio e la complicità dell’Italia, così come contro ogni forma di repressione del dissenso.
La solidarietà con il popolo palestinese non è terrorismo!
Giovani Palestinesi d’Italia (GPI)
Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP)

Giù le mani da Hannoun e tutti i palestinesi presi di mira, la solidarietà con la resistenza del popolo palestinese non è reato!

Respingere la montatura giudiziaria e poliziesca 

Libertà per Hannoun e tutti gli indagati palestinesi!

La solidarietà con la Resistenza palestinese non è reato!

Massima solidarietà a Mohammed Hannoun e a tutti i palestinesi arrestati in Italia con l’accusa di terrorismo, sulla base di prove ancora una volta fornite da Israele.

Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia e gli altri 8 compagni palestinesi arrestati questa mattina, sono accusati di aver sostenuto associazioni dichiarate illegali da uno stato illegale e genocidiario. La loro vera colpa è di aver quindi cercato di rompere l’assedio imposto a Gaza, raccogliendo fondi per sostenere i palestinesi della striscia, fornendo aiuti e supporto necessari per progetti umanitari e civili mentre il regime sionista tenta di portare a termine il suo progetto genocidiario strangolando il popolo palestinese con la complicità dello stato italiano e di tutti i suoi apparati.

La comunità palestinese in Italia e il movimento di solidarietà per la Palestina sono da tempo sotto attacco da parte dell’entità sionista e dell’imperialismo statunitense. Nell’ottobre 2024, gli Stati Uniti hanno sanzionato Hannoun e l’ABSPP. Di nuovo, nel giugno 2025, gli Stati Uniti hanno sanzionato La Cupola d’Oro , insieme a diverse organizzazioni benefiche palestinesi internazionali. Nonostante il fatto che le sanzioni statunitensi non abbiano apparentemente alcun effetto legale in Italia, il giudice istruttore ha citato le sanzioni statunitensi come motivo per arrestare e incarcerare Hannoun e i suoi connazionali palestinesi, perché “hanno continuato la loro attività” – del tutto legale in Italia – “nonostante fossero elencati e designati dagli Stati Uniti”.

Mentre l’Italia continua a mantenere i suoi rapporti militari ed economici con il regime terrorista di Israele, si avvia a conclusione il processo italiano alla resistenza palestinese, costruito sulla base di accuse mosse da Israele e non supportato da alcuna prova che lo legittimi a livello internazionale. E ora questo governo filotrumpiano marcia verso una dittatura aperta con l’obbiettivo di colpire prima di tutto la solidarietà al popolo palestinese, attraverso un rodato uso politico dell’apparato giudiziario italiano volto a colpire il dissenso e a intimidire chi denuncia l’occupazione e i crimini commessi contro il popolo palestinese.

Contro ogni tentativo di criminalizzare la solidarietà e l’umanità, ribadiamo il nostro impegno a mobilitarci per la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, quelli di queste ore e quelli ingiustamente detenuti da tempo, come Anan Yaeesh o Ahmad Salem.

Il sostegno al popolo palestinese, che subisce l’oppressione coloniale e il genocidio da parte di Israele, non è terrorismo, così come non è terrorismo la resistenza, in tutte le sue forme, di un popolo oppresso contro l’oppressore.