milano 19 giugno – iniziativa nazionale Soccorso Rosso proletario

Palermo: Sorveglianza speciale per uno studente universitario
Il Tribunale di Palermo si è espresso: un anno di sorveglianza speciale per Chadli Aloui, giovane studente universitario, attore teatrale e istruttore sportivo palermitano.
Il tribunale di Palermo ha condannato Chadli Aloui, giovane studente universitario, attore teatrale e istruttore sportivo palermitano, ad un anno di sorveglianza speciale, “colpevole” di essere un compagno attivo nelle lotte che si producono in questa città .
La Questura di Palermo aveva chiesto tre anni di misura, con il massimo delle restrizioni. La sentenza del 21 aprile 2021 ha ridimensionato questa richiesta, ritenendo infondati la maggior parte degli elementi forniti.
Nonostante ciò sarà sottoposto per un anno a una limitazione delle libertà personali, conseguenza di questa misura risalente al codice Rocco del ventennio fascista, solitamente applicata per reati comuni, che sempre di più viene decretata anche per reati politici.
“Per il Tribunale di Palermo, Chadli è un soggetto pericoloso, da controllare e reprimere, perché macchiatosi di un grave crimine: non essersi mai girato dell’altra parte davanti alle ingiustizie, alle discriminazioni e alle disuguaglianze sociali” denunciano i suoi compagni e compagne che hanno dato vita ad una campagna di solidarietà con Chadli che lo scorso novembre aveva anche raccolto un migliaio di firme tra i suoi colleghi, amici, compagni, oltre che registi, attori, lavoratori dello spettacolo, docenti universitari e tante realtà politiche e sociali.
Radio Onda d’ Urto ne parla di quanto accaduto e della mobilitazione per Chadli con Ludovica, compagna del centro sociale Ex-Carcere di Palermo. Ascolta o scarica
Radio Onda Rossa
ne parla con una compagna di Palermo. Ascolta o Scarica
in corso il presidio sotto il carcere delle vallette a Torino – massimo sostegno
Anche oggi torneremo sotto il carcere delle Vallette, dalle ore 17.30, insieme alle Mamme in piazza per la libertà di dissenso, perché vogliamo continuare a stare vicino a Fabiola e a tutte le altre detenute che in questi sette lunghi mesi sono state in qualche modo la famiglia di Dana.
Il #25aprile si avvicina ed è importante essere presenti proprio sotto quelle mura perché vogliamo mandare un forte messaggio di Resistenza a chi ogni giorno lotta contro la reclusione su cui continua ad incombere questa dura situazione legata all’emergenza sanitaria, che dietro le sbarre prende sembianze davvero complesse.
L’appuntamento sarà davanti all’ingresso principale in via Aglietta 35.
Forza No Tav!

NoTav: Giovanna prende parola sulle menzogne della questura di Torino
Pubblichiamo il video di Giovanna, colpita sabato sera da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo, durante un’iniziativa di solidarietà ai No Tav che resistevano sul tetto dell’ex-autoporto di San Didero. Oggi Giovanna subirà un intervento maxxillo facciale alle Molinette.
Le siamo tutte e tutti vicini e non avremmo mai voluto vederla esporsi in queste condizioni, ma vista la macchina del fango messa in atto da Questura e da alcuni politicanti, questo video serve per fare chiarezza una volta per tutte visto che è stato addirittura messo in dubbio da che cosa è stata colpita.
È da tempo che denunciamo l’uso dei lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine, che vengono intesi come “un tiro al No Tav” del quale persino vantarsi (video dei CC).
Oltre a Giovanna, nel corso degli anni, ci sono stati altri No Tav feriti gravemente e scientemente da parte di chi, per difendere un’opera inutile, attua una vera e propria guerra nei nostri confronti, attentando alle nostre stesse vite.
Siamo contenti di sapere che le condizioni di Giovanna poco per volta migliorino e le inviamo un augurio speciale per l’intervento che subirà oggi e speriamo di riabbracciarla al più presto.
Forza Giova! La Valle ti aspetta!
da notav.info
Il Dap chiede la rimozione del medico che ha lanciato l’allarme sanitario per il carcere di Parma.
Carcere di Parma, il Dap chiede la rimozione del medico che ha lanciato l’allarme sanitario per 220 detenuti
La motivazione del Dap sarebbe che il dirigente dell’Ausl abbia messo a conoscenza delle autorità esterne il focolaio al 41 bis del carcere di Parma
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha chiesto la rimozione di Choroma Faissal, il responsabile sanitario del carcere di Parma. La motivazione sarebbe da ritrovarsi nel fatto che abbia messo a conoscenza delle autorità esterne, dai garanti al tribunale di sorveglianza, il focolaio che ha coinvolto il 41 bis del carcere parmense. Ma soprattutto per aver messo in guardia delle possibili complicazioni per i detenuti che hanno gravi patologie pregresse. Se il motivo è questo, resta lo stupore di tale richiesta, soprattutto perché la sanità penitenziaria è gestita dal Sistema sanitario nazionale, in particolar modo dalle Asl che svolgono il loro lavoro in completa autonomia.Non risulta una normativa che vieti il responsabile sanitario del carcere di avvisare le autorità esterne, oltre che la direzione e il Dap, degli eventi critici dal punto di vista sanitario.
Gli avvocati dei detenuti al 41 bis non erano a conoscenza dei casi di Covid
Anche perché, ricordiamo, gli avvocati che hanno i loro assistiti al 41 bis, non erano venuti a conoscenza del focolaio in atto nel carcere di Parma. Infatti, la Camera penale di Parma ha stigmatizzato l’assenza di informazioni alla Avvocatura circa l’esistenza e l’entità del contagio, con missiva in data 24 marzo 2021 inoltrata alla Ausl Parma e alla direzione del carcere, oltre che, per conoscenza, ai soggetti deputati alla tutela della salute e della sicurezza non solo delle persone detenute, ma altresì di tutti coloro che accedono al carcere per motivi di lavoro.
La Camera penale di Parma ha chiesto che avvocati e parenti siano informati quotidianamente
Non a caso, la Camera penale ha invitato la Ausl di Parma e ai competenti uffici della Amministrazione penitenziaria affinché, al pari dei liberi cittadini che stanno vivendo gli effetti del contagio da Covid-19 e le conseguenti apprensioni, informino quotidianamente i familiari e gli avvocati dei detenuti contagiati sullo stato di salute dei congiunti ristretti e sulle misure che verranno adottate per la loro tutela e per la prevenzione futura. Questo è accaduto all’inizio del focolaio, dopo fortunatamente gli avvocati sono stati messi a conoscenza dello stato di salute dei loro assistiti.
Il responabile sanitario invitava a trasferire i soggetti vulnerabili
Ma ritorniamo alla richiesta di dimissione del responsabile sanitario Faissal. Nella sua segnalazione inviata anche alle autorità esterne, con grande senso di responsabilità ha chiesto di valutare, ove possibile, il trasferimento dei soggetti vulnerabili lontano dal focolaio rilevato nell’istituto. Parliamo dello stesso dirigente che ultimamente ha segnalato la criticità che persiste al centro clinico del carcere di Parma, dove denuncia la difficoltà oggettiva nell’assistere h24 quei detenuti che richiedono tale assistenza.
I continui arrivi di detenuti da altre carceri mette in crisi il centro clinico
A causa dei continui arrivi di detenuti malati che provengono da diverse carceri, lo standard esistenziale di tale centro clinico (ora denominato Sai), è messo in seria difficoltà. Una criticità già denunciata dalla Ausl ai tempi della prima ondata della pandemia. Ribadiamo che le ragioni della richiesta di dimissioni da parte del Dap sembrano ritrovarsi sul fatto che il dirigente sanitario abbia segnalato la situazione del Covid al 41 bis e possibili complicazioni, alle autorità esterne. Forse esiste una legge che lo vieti? Nel caso il Dap ha avuto le sue buone ragioni. Altrimenti sembrerebbe emergere una incomprensibile linea dura. Oltre al fatto che stride con l’autonomia delle Aziende sanitarie che si occupano della sanità penitenziaria come prevede la riforma del 2008.
Damiano Aliprandi
da il dubbio
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Bomba sanitaria al carcere di Parma. La Asl: “Non siamo in grado di assistere 220 detenuti gravi”
La pena, recita la nostra Costituzione, non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Vale per tutti, anche per chi si è macchiato di delitti mafiosi. In più aggiunge che non è ammessa la pena di morte. Eppure in questo momento è in atto un grave problema che rischia di disattendere tali principi, compreso il preservare la vita dei reclusi. Nel carcere di Parma, in particolar modo il centro clinico, non si è più in grado di dare assistenza ai detenuti che hanno gravi patologie fisiche. Lo scrive nero su bianco la Asl locale tramite una segnalazione alle autorità. Accade così cheVincenzino Iannazzo detenuto al 41 bis nel carcere di Parma, con gravi patologie fisiche e psichiche, necessiti di assistenza intensiva, ma l’autorità sanitaria scrive nero su bianco che «l’assidua assistenza nello svolgimento delle attività quotidiane (H24), così come la corretta assunzione sopraindicata (terapia e alimentazione, ndr), non sono garantite in questi istituti». Non solo. La Asl approfitta per segnalare un problema generale
Vale la pena riportare il passaggio del documento che Il Dubbio ha potuto visionare. «Si approfitta dell’occasione per segnalare che tali assegnazioni senza preavviso presso i nostri Istituti al fine di avvalersi del Sai per soggetti con patologie – si legge nella missiva – , necessitanti in ogni caso assistenza sanitaria intensiva, sta mettendo in seria difficoltà lo standard assistenziale di questa Unità Operativa: ad oggi si contano in Istituto circa n. 220 persone malate e con età avanzata, per la maggior parte allocate presso le Sezioni Ordinarie comprensibilmente inadeguate per la loro assistenza».
La relazione della Asl dopo la richiesta del garante sulle condizioni di un recluso
Tale relazione sul carcere di Parma nasce su richiesta del Garante nazionale delle persone private della libertà, per accertare le problematiche segnalate dall’associazione Yairaiha Onlus in merito alla vicenda del recluso Vincenzino Iannazzo. Il responsabile sanitario infatti, dopo aver illustrato la modalità di trasferimento (senza preavviso e privo dei farmaci necessari, condizione questa già segnalata dal dirigente sanitario al direttore che a sua volta informava il Gip, il ministero, il provveditorato regionale e l’ufficio di sorveglianza e anche dall’associazione Yairaiha all’ufficio del Garante) riassume le patologie di cui è affetto Iannazzo: insufficienza renale cronica in paziente trapiantato di rene e fistola arterovenosa arto sup. sn.; demenza a corpi di Lewy con deterioramento cognitivo grave e Vasculopatia cerebrale cronica; cardiopatia ipertensiva; calcolosi della colecisti; sindrome ansioso-depressiva; spondiloartrosi diffusa.Una volta giunto al centro clinico, i medici hanno potuto accertare non solo tutte queste malattie, ma anche un aggravio. Soprattutto quello mentale. Iannazzo, che ricordiamo è al 41 bis, presenta allucinazioni visive e uditive. Si apprende che dal punto di vista cognitivo è presente un deterioramento cognitivo di grado grave caratterizzato da «una compromissione multidominio con gravi deficit di tutte le funzioni cognitive (memoria, funzioni esecutive, attenzione, prassi, ragionamento e linguaggio)». Viene da pensare perché sia al 41 bis, visto che tale regime nasce non per torturare o per estorcere confessioni, ma per evitare che un boss dia ordini al proprio gruppo mafioso di appartenenza. Nonostante tutte queste patologie, su richiesta dell’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia, è stata prodotta una relazione nedico legale nella quale il dottore si è espresso, nel complesso, per una situazione gestibile anche in ambiente carcerario, nonostante le criticità neurologiche, ma solo a patto «che al detenuto venga garantita un’assidua assistenza nello svolgimento delle attività quotidiane in merito alla corretta assunzione sia della terapia che dell’alimentazione».
Sandra Berardi, presidente dell’associazione Yairaiha: «Questa è la rieducazione?»
Ma, com’è detto, la Asl dice chiaramente che al carcere di Parma non sono in grado di poter garantire un’assidua assistenza sanitaria. Sandra Berardi, presidente dell’associazione Yairaiha, spiega a Il Dubbio che la prevalenza delle loro segnalazioni sono relative a gravi, se non gravissime, problematiche di salute che all’interno delle strutture penitenziarie non riescono ad essere affrontate e ciò vanno a “configurare quel trattamento inumano e degradante che la nostra Costituzione, e prima ancora la nostra umanità, vietano espressamente”. Berardi denuncia con forza: «Mi chiedo che senso abbia la detenzione per una persona come Iannazzo e per tutti quelli si trovano in condizioni simili. Qual è la funzione che esercita su di loro? Questa è la rieducazione? È così che si realizza la sicurezza dell’Italia? Qual è il pericolo che corre la società da questa persona tanto da dovergli continuare ad applicare il regime di 41 bis?». E conclude: «La scorsa estate, per Iannazzo è stato rinnovato il decreto applicativo del 41 bis ed è stata presentata opposizione dai suoi legali (ad oggi il ricorso risulta ancora pendente al Tribunale di Sorveglianza); un caso in cui mi sembra corra l’obbligo del differimento della pena, come da Costituzione e leggi attualmente in vigore».
Damiano Aliprandi
da il dubbio
giù le mani dall’antifascismo – processo di Carpi
Sabato scorso a Carpi (Mo) si è tenuto un presidio in solidarietà di 26 antifascisti/e sotto processo per aver cantato “Bella Ciao” in faccia ai militanti di Forza Nuova che nell’agosto del 2017 organizzarono una manifestazione di protesta contro la decisione dell’amministrazione comunale di ospitare alcuni richiedenti asilo.
Il 23 aprile prossimo ci sarà la sentenza del tribunale per i compagni/e che rischiano 15 giorni di arresto commutabili in 1.125 euro di multa per aver cantato una canzone, ancora potente, contro i fascismi di ieri e di oggi.
Contro lo slogan dello “stop accoglienza business”, che per i forzanuovisti significava solo “stop all’accoglienza”, quella sera infatti diverse anime del movimento e delle associazioni antifasciste cittadine scesero in piazza per denunciare il presidio neo-fascista in città. In molti quella sera cantarono Bella Ciao, canzone simbolo della resistenza e delle origini della città stessa, ormai simbolo internazionale dell’antifascismo popolare.
Si crearono delle tensioni che portarono un agente di polizia in Pronto Soccorso, ma dopo un mese dopo Forza Nuova ritornò in piazza, trovando nuovamente gli antifascisti a difendere la città. Per i fatti dell’agosto 2017, significativamente, vennero indagati 26 compagni/e, in base ad una legge che era stata emanata durante il regime fascista ed è tutt’ora in vigore nell’ordinamento giuridico italiano (art. 18 Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), in piena contraddizione con la libertà di riunione e di espressione sancite dalla Costituzione italiana (che, semmai, a termini di Costituzione, dovrebbe essere impedite proprio ai fascisti).
L’accusa sarebbe quella di aver cantato una canzone come Bella Ciao, “per esprimere il proprio dissenso nei confronti di una manifestazione di Forza Nuova, nella quale la violenza è venuta dagli stessi dimostranti di FN, regolarmente autorizzati”.
A pochi giorni dal 25 Aprile, occorre ricordare chi siamo e da dove veniamo: antifascisti/e militanti/e sempre, contro ogni fascismo di ieri e di oggi.
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Di Flavio Novara – Ass. Alkemia
E’ Fascista chi “Il fascismo è una questione tra nostalgici”
E’ Fascista chi “Non accogliere significa difendersi”
E’ Fascista chi “Se annegano, nessuno gli ha chiesto di partire”
E’ Fascista chi “La diversità culturale è solo un problema”
E’ Fascista chi “No allo ius soli” significa proteggere l’italianità
E’ Fascista chi “Ha come valore solo il profitto”
E’ Fascista chi “Il prezzo innanzitutto”
E’ Fascista chi “IO, poi IO e gli altri…chi sono?”
E’ Fascista chi “Non permette la redistribuzione della ricchezza”
E’ Fascista chi “Crede che Essere significa poter Produrre”
E’ Fascista chi “Non si batte per il collega precario”
E’ Fascista chi “Decide di processare lavoratori in lotta”
E’ Fascista chi “Guadagna sulla precarietà del lavoro”
E’ Fascista chi “Ti fa lavorare senza la tua sicurezza”
E’ Fascista chi “La donna deve stare ZITTA un passo indietro”
E’ Fascista chi “La maternità non è un problema delle aziende”
E’ Fascista chi “L’aborto va impedito”
E’ Fascista chi “Il Mobbing è un modo per risolvere il problema”
E’ Fascista chi “Lo Stalking è un diritto”
E’ Fascista chi “Revenge Porn è una gratificazione”
E’ Fascista chi “Vado a prostitute all’estero per aiutarli a mangiare”
E’ Fascista chi “L’amore tra uguali è da punire”
E’ Fascista chi “E’ un Orco”
E’ Fascista chi “Il diverso va perseguitato”
E’ Fascista chi “Vota NO a togliere i brevetti sui vaccini”
E’ Fascista chi “W i medici cubani e poi vota a favore delle sanzioni a Cuba”
E’ Fascista chi “Non interessa i morti nelle RSA perché anziani”
E’ Fascista chi “Dateci i vaccini ma solo quelli Americani”
E’ Fascista chi “In nome del debito permette la morte di una Nazione”
E’ Fascista chi “Usa il “patto di stabilita’ per ricattare una Nazione”
E’ Fascista chi “E’ solo Europa dei mercati”
E’ Fascista chi “I politici sono tutti ladri e non si parla di Politica”
E’ Fascista chi “Confonde l’Autorevolezza con l’Autorità”
E’ Fascista chi “Meglio UNO che comanda cosi’ sappiamo chi incolpare”
E’ Fascista chi “Le minoranze sono una scocciatura”
E’ Fascista chi “Le nazionalizzazioni è da comunista ma se lo fa Draghi protegge la Nazione”
E’ Fascista chi “Il privato è più efficiente”
E’ Fascista chi “Le tasse sono un furto ma lo stato deve tutelarli”
E’ Fascista chi “Prima le aziende, poi la Scuola, poi i Musei e i Teatri”
E’ Fascista chi “Il Sapere e la Scuola è una cosa per ricchi”
E’ Fascista chi “L’intelligenza è sempre del più forte”
E’ Fascista chi “Accetta di essere comandato”
E’ Fascista chi “Dominato decide di Dominare”
E’ Fascista chi “Il forte è giusto che domini sul più debole”
E’ Fascista chi “Libertà significa fare quello che si vuole”
E’ Fascista chi “La mia necessità è un mio diritto”
E’ Fascista chi “Si definisce di Sinistra e non si riconosce nello specchio”
E’ Fascista chi “Crede che la guerra sia il miglior dialogo”
E’ Fascista chi “I diritti vanno difesi SOLO fuori dai nostri confini”
E’ Fascista chi “Chiama dittatore a Erdogan ma poi gli vende le armi”
E’ Fascista chi “Incarcera i combattenti italiani in Kurdistan e resta in silenzio se muore in carcere di fame e di ingiustizia un militante Kurdo”
E’ Fascista chi “La questione Regeni è una questione tra Spie”
E’ Fascista chi “La questione Zaki è una questione egiziana”
E’ Fascista chi “Il Medio Oriente non sono affari nostri”
E’ Fascista chi “Israele è un esempio anche se non vaccina i palestinesi”
E’ Fascista chi “Il Progresso innanzitutto”
E’ Fascista chi “Difendere il pianeta è un problema economico”
E’ Fascista chi “Costruire significa profitto”
E’ Fascista chi “Il diritto alla casa è solo di chi se la può permettere”
E’ Fascista chi “La loro Religione è un valore assoluto”
E’ Fascista chi “Usa le religioni per il proprio dominio”
E’ Fascista chi “E’ ateo ma non rispetta i religiosi”
E’ Fascista chi “E’ mafioso”
E’ Fascista chi “I le periferie non sono un problema politico ed economico”
E’ Fascista chi “Si definisce Democratico e non gli importano le morti nelle carceri”
E’ Fascista chi “In nome di una divisa non riconosce più chi gliel’ha donata”
E’ Fascista chi “Da solo sta al comando”
E’ Fascista chi “Votare significa Democrazia”
E’ Fascista chi “Italiani brava gente nella nostre colonie”
E’ Fascista chi “L’errore del Duce è stato allearsi con Hitler”
E’ Fascista chi “Lo Stato Sociale lo ha inventato il fascismo”
E’ Fascista chi “Dice che non esiste più il fascismo”
E’ Fascista chi “Decide di processare gli antifascisti con leggi fasciste”
Gli altri
tutti gli altri
siamo noi
e non dobbiamo mai dimenticarlo
