Torino, presidio per chiedere la liberazione di Alfredo Cospito

 

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Parlano di «tortura» gli attivisti di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Sinistra anticapitalista che si sono ritrovati per un presidio di protesta davanti all’ingresso del Palazzo di giustizia per solidarizzare con Alfredo Cospito, l’anarchico insurrezionalista che sta scontando 20 anni di carcere per una serie di attentati esplosivi contro magistrati, forze dell’ordine e giornalisti. Cospito è rinchiuso nel carcere di Sassari, in Sardegna, e da oltre 80 giorni sta portando avanti lo sciopero della fame, un atteggiamento di ribellione contro il regime di 41-bis al quale è sottoposto da circa un anno.

41-bis

Ed è proprio questo il tema al centro della manifestazione davanti al Tribunale. «Non c’è una funzione rieducativa. Il 41-bis pensato per i boss viene applicato a un militante politico. Questa è tortura», hanno spiegato gli attivisti. Tra i presenti c’era anche la pasionaria No Tav Nicoletta Dosio, che in passato è evasa più volte dai domiciliari come forma di resistenza ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Il presidio è uno dei tanti gesti di solidarietà nei confronti dell’anarchico, che nei giorni scorsi ha incassato anche l’appello di ex magistrati, giuristi e intellettuali che chiedono che gli venga revocato il carcere duro.

Cospito è ancora sotto processo a Torino, insieme alla compagna Anna Beniamino. Entrambi sono accusati di strage politica per l’attentato del giugno 2006 contro la caserma dei carabinieri di Fossano. Un episodio per il quale il procuratore generale Francesco Saluzzo ha chiesto l’ergastolo nei confronti di Cospito (la questione ora è al vaglio della Corte Costituzionale) e una condanna a 29 anni per Beniamino.