Il TAR annulla i Fogli di Via da Saluzzo.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ha annullato i Fogli di Via emessi dal questore di Cuneo ai danni di un lavoratore agricolo stagionale e di un solidale in reazione alla manifestazione per il diritto alla casa del 18 giugno 2020.

Il 18 giugno oltre un centinaio tra lavoratori stagionali della frutta e solidali partecipavano ad un presidio sotto al Comune di Saluzzo. I braccianti, costretti a vivere per strada e nei parchi, chiedevano una soluzione abitativa (1). Dopo un tavolo insoddisfacente la manifestazione si era fatta strada per la città, bloccando il traffico e dando prova di grande determinazione, nonostante l’atteggiamento intimidatorio delle forze dell’ordine, che in tale occasione erano arrivate persino a caricare a freddo i manifestanti.

La risposta alle esigenze (e alle lotte) dei lavoratori erano state “l’accoglienza diffusa”,  misura problematica e segregante messa in atto da una decina di comuni del distretto agricolo del Monviso, e l’altrettanto problematica “accoglienza in azienda” (2).

A distanza di tre mesi più di un centinaio di lavoratori dormono ancora per le strade di Saluzzo e Cuneo, mentre le preesistenti strutture abitative adibite ad ospitare i lavoratori stagionali sono rimaste chiuse.

Ma la reazione delle istituzioni alle lotte dei lavoratori e dei solidali non si era limitata a ciò: il questore di Cuneo Emanuele Ricifari si era infatti sentito immediatamente in dovere di evocare draconiane misure punitive nei confronti dei lavoratori e dei solidalI.

Nelle settimane successive la questura ha notificato 3 procedimenti penali assieme ad un Foglio di Via ad alcuni braccianti ed un Foglio di Via ad un solidale (4).

Assieme alle accuse di danneggiamento, invasione di terreni e manifestazione non autorizzata, la questura ha deciso di utilizzare lo strumento del foglio di via, dispositivo repressivo ben conosciuto da lavoratori e solidali nella lotta delle campagne, tramite il quale questi lavoratori possono essere immediatamente espulsi dal territorio. In particolare, i Fogli di Via hanno colpito un lavoratore stagionale ed un solidale e sono stati giustificati accusando i due di aver partecipato alla manifestazione del 18 giugno, di aver cercato di occupare una struttura abitativa e infine di rappresentare, in quanto individui “pericolosi”, una minaccia per la sicurezza e la tranquillità degli abitanti di Saluzzo con la propria mera presenza sul territorio.

Particolare di non trascurabile importanza, il solidale accusato non era presente durante la manifestazione del 18 giugno, ed era invece dall’altra parte del nord Italia, a circa 600 km da Saluzzo. Alla luce del fatto che l’accusa si basava unicamente sul fatto che il solidale era stato identificato due volte a Saluzzo in compagnia di alcuni lavoratori, emerge il carattere persecutorio, strumentale, e anche abbastanza improvvisato, delle accuse, volte a criminalizzare anche il più elementare contatto con dei lavoratori che si vogliono completamente isolati (sul verbale di una di queste identificazioni spicca la frase “xxx è stato identificato in compagnia di un numero imprecisato di migranti di colore”). Non solo ogni solidarietà è sospetta, ma anche ogni contatto con i “migranti di colore” è ingiustificato, sospetto, in definitiva ragione sufficiente per emettere un Foglio di Via.

Abbiamo quindi immediatamente rigettato tali accuse presentando ricorso al TAR, tramite l’avvocato Labbate, che ringraziamo per la solidarietà e l’impegno dimostrato.

Rispettivamente l’11 e il 23 settembre 2020 l’avvocato ha ricevuto gli esiti dei due procedimenti, analizzati durante l’udienza del 9 settembre.

Per il lavoratore il Foglio di Via è sospeso. Il TAR, aderendo alla tesi prospettata nel ricorso, ha accolto l’istanza di sospensione degli effetti del provvedimento notificato e ha fissato udienza pubblica di discussione a maggio 2021.

Per il solidale il Foglio di Via, a seguito dell’auto-annullamento da parte della questura, è stato riconosciuto illegittimo, per lo “scambio di persona”, dal TAR che ha anche condannato l’amministrazione a pagare le spese legali ed a rimborsare il contributo unificato. Ovvero, abbiamo vinto a tavolino perché la questura, resasi conto di aver fatto male i conti, ha annullato la misura e ha rinunciato a difenderne la correttezza in Tribunale.

Di seguito il commento dell’avvocato Labbate:

“Il TAR Piemonte ha correttamente affermato che l’adozione del foglio di via implica sia la sussistenza di precisi e concordanti elementi di fatto che consentono di ricondurre il destinatario all’interno delle categorie previste dalla legge, sia l’esistenza di circostanze attestanti la pericolosità sociale del destinatario del provvedimento. In entrambi i casi sottoposti all’esame del TAR tali elementi mancavano ed in uno di essi la questura ha persino fondato il foglio di via sulla base della partecipazione alla manifestazione del 18 giugno del ricorrente, che in realtà non vi aveva preso parte”.

Nel frattempo, come denunciato dalla rete Minerali Clandestini Cuneo, il Questore di Cuneo, assieme al sindaco di Cuneo Federico Borgna (vicino al PD), continua a perseguire, con misure vessatorie i lavoratori costretti a vivere per strada e criminalizza chiunque provi ad essere solidale  anche semplicemente fornendo elementari forme di assistenza (5).

In particolare ci si riferisce all’azione di Polizia che ha portato allo sgombero del Movicentro in data 7 settembre, e all’assurda e anacronistica ordinanza anti-bivacco, che si pone l’obiettivo di punire i senza fissa dimora con multe e DASPO, riducendo il problema a una questione di  “decoro urbano”(6).

Mentre a Cuneo l’opposizione a queste politiche rilancia un presidio pubblico di protesta ogni lunedì mattina di fronte al Municipio, le misure repressive adottate contro i solidali e contro chi ha fatto sentire con forza la propria voce cadono (7).

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DELLE CAMPAGNE!

CASE PER TUTTI! STRADE E GHETTI PER NESSUNO!

Enough is Enough- Braccianti in lotta Saluzzo