Respinta la liberazione anticipata per Gigi, perché solidale con la Palestina e i prigionieri palestinesi in Italia

Gigi, compagno anarchico agli arresti domiciliari per aver difeso un corteo no snam dalla violenza poliziesca, si è visto negare la liberazione anticipata perché solidale con la Palestina e i prigionieri politici palestinesi.

Il magistrato di sorveglianza ha motivato questa decisione per la “condotta pessima del detenuto”.
Tale pessima condotta, si legge nelle motivazioni, fa riferimento al fatto che Gigi, che comunque non ha neanche il divieto di comunicazioni, sia intervenuto telefonicamente ad un corteo per la Palestina e avrebbe pubblicamente, con le parole, sostenuto altri compagni detenuti. Lo stesso avrebbe fatto un’altra volta, coi social.
Tre le segnalazioni per la “condotta pessima”, si annovera anche una segnalazione dei carabinieri per cui, sulla pagina Instagram della sua apicoltura, sarebbe comparsa una sua foto con la scritta “torniamo”.
Le dichiarazioni del suo avvocato da un articolo de Il Centro:

Il tribunale di Sorveglianza di Pescara ha rigettato la richiesta di liberazione anticipata presentata per Gianluigi Di Bonaventura, l’anarchico che da luglio dell’anno scorso è agli arresti domiciliari per scontare una condanna a 10 mesi per il reato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale commesso il 21aprile 2018 a Sulmona durante una manifestazione contro la realizzazione del gasdotto Snam. La richiesta era stata presentata dal suo avvocato Filippo Torretta per il periodo compreso tra luglio 2025 e gennaio di quest’anno sulla base del fatto che, così come evidenziato nel reclamo, «durante la detenzione domiciliare nessuna delle prescrizioni è stata violata, come confermato anche dalla relazione dell’Uepe, (ufficio di esecuzione penale esterna ndr) altamente positiva in merito al comportamento osservato. Di Bonaventura non ha divieti di incontro o di comunicazioni per cui è libero di comunicare tramite social o financo megafono». Perché è questo il motivo del rigetto. Secondo i giudici, infatti, così si legge nell’ordinanza «durante la detenzione domiciliare ha tenuto una pessima ‘condotta in considerazione del fatto che in data 7-09-2025 durante un corteo in sostegno della Palestina ha utilizzato un megafono per diffondere messaggi di sostegno a detenuti per terrorismo, ha utilizzato i social per il medesimo e ha acceso fuochi d’artificio presso la sua abitazione, il 13-09-2025 ha postato una sua foto con la scritta “Torneremo”». Così commenta l’avvocato Torretta: «La decisione della Sorveglianza riflette il pericolosissimo restringimento degli spazi di democrazia in corso in Italia. Negare la liberazione anticipata non perché Di Bonaventura non abbia rispettato le regole (l’ottimo comportamento è stato certificato dagli assistenti sociali) ma perché ha espresso solidarietà alla Palestina e ai tre ragazzi palestinesi processati a L’Aquila per aver progettato atto di resistenza armata contro l’invasore israeliano in Palestina (due tra l’altro assolti) sembra voler stabilire un nuovo principio: non basta rispettare le regole, devi anche pensare come decidiamo noi. Un precedente pericoloso, molto pericoloso».

Lascia un commento