Questa mattina, con un’operazione di polizia all’alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un’operazione della DIGOS di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città.
Dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all’ingresso dentro le ogr fino al blitz a città metropolitana e la Stampa, la procura di Torino continua a costruire il proprio castello di carte.
Fra i tanti reati imputati ci sono i blocchi stradali e ferroviari, indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e migliaia di persone in tutta italia, sia del fatto che il movimento di settembre e ottobre ha fatto veramente paura.
Da La Presse:
“Lo abbiamo già detto: di fatto chi ha innalzato il livello in questa situazione è chi ha deciso di attaccare l’Askatasuna e di attaccare una città che è quella di Torino con lo sgombero che c’è stato il 18 dicembre”. Così una delle portavoci del centro sociale Askatasuna che oggi hanno tenuto una conferenza stampa, in merito alle violenze che si sono registrate in città lo scorso 31 gennaio. “Questo ha portato in piazza anche una risposta a questo attacco che è stata una risposta determinata che ha visto la partecipazione di tutti e tutte”, ha aggiunto la portavoce.
“Schiacciare il dibattito sul tema violenza è una scorciatoia per semplificare una realtà molto più complessa perché da un lato c’è chi solleva questa questione della violenza in maniera strumentale e con questi non ci interessa confrontarci. Ci interessa invece confrontarci con chi solleva delle questioni più profonde: pensiamo che il tema del conflitto sia una questione fondamentale oggi e pensiamo anche che vada trattato da un punto di vista politico”, hanno aggiunto. “Tutta la questione degli infiltrati, il fatto che i manifestanti cattivi abbiano oscurato le buone ragioni della stessa, ecco tutto questo aspetto è semplificare, non è andare a fare i conti con quella che è la realtà”, ribadiscono gli attivisti che chiedono di “confrontarsi su quello che è il nodo politico”.
“Con sgombero colpito simbolo di Torino”
“Colpire Askatasuna ha significato colpire un simbolo importante per la città. Lo sgombero è stato percepito non solo da noi, ma in generale dalla città come un attacco a Torino: è stato una risposta da parte del governo nei confronti di una città che si è mobilitata in maniera importante a settembre e ottobre con il movimento ‘Blocchiamo tutto‘, è stato un segnale che il governo ha voluto lanciare”. Così i portavoce del centro sociale Askatasuna in una conferenza stampa, sottolineando che “tutte le parti del quartiere si metteranno in prima fila perchè quel posto riapra” e che “venga snaturato il meno possibile”.
“Chi protesta fa interessi Italia”
“Meloni ha dichiarato che chi protesta è nemico dell’Italia. Di fatto qui siamo di fronte a un governo che è nemico del popolo, ma allo stesso tempo vediamo che c’è un popolo, una popolazione intera che ha tutta la determinazione e la voglia di resistere a questo attacco. Noi pensiamo che chi protesta faccia gli interessi dell’Italia e in questo momento chi invece non fa gli interessi della popolazione italiana è proprio il governo”. Così i portavoce del centro sociale di Askatasuna in una conferenza stampa.
Da Radio Onda d’Urto l’intervista a Umberto, compagno di Askatasuna: